GEAPRESS – Non tutti si sono scordati dei randagi dell’Ucraina e dell’impegno del nostro connazionale Andrea Cisternino che a Kiev vive e lavora. Cani che abbiamo visto morire come “evento” preparatorio di Euro 2012 (ovvero i campionati europei di calcio e la strade da “ripulire”) e cani che hanno continuato a patire i brutali interventi dei dog hunters. Sebbene i campionati europei sono finiti ormai da mesi, la strage non è mai cessata.

Ieri, la nostra Ambasciata a Kiev,  non ha fatto mancare il suo pensiero per l’attività di Andrea Cisternino e dei volontari ucraini. Un incontro con il dott. Domenicano e lo stesso Cisternino (vedi foto), il messaggio del nostro Ambasciatore Fabrizio Romano e la consegna di tanti doni per i cani. Tra questi anche guinzagli e collari. Con l’Ucraina a quindici gradi sotto zero ed i volontari disperati per la sorte dei randagi, l’intervento della nostra Ambasciata è sicuramente di speranza. Parte dei doni, verranno offerti per finanziare il Rifugio Italia che Andrea sta costruendo proprio a Kiev. Dovrà servire ad ospitare i randagi particolarmente bisognosi, quelli che non presentano alcuna alternativa alla spada di Damocle dei dog hunters. Avvelenati, centrati da colpi di fucile o di pistola, finanche oggetto di brutali insidie quali il dar fuoco alle casette in legno semisommerse di terra costruite per proteggerli il più possibile del freddo pungente.

I luoghi ove sarà possibile contribuire al progetto, oltre che nel sito web aperto da Andrea Cisternino, sono gli stessi banchetti che conteranno sulla presenza di Cisternino ed in preparazione a Roma e Milano. Poi un invito a Genova ed il 28 di questo mese a Livorno. A dire il vero è prevista un’altra iniziativa  questa volta in Ucraina. A Kharkov, con una mostra fotografica. Cisternino informa però dell’opposizione del Sindaco. Solo  per gli anni 2011-2012, avrebbe dichiarato di aver fatto uccidere 15.000 randagi. Per fortuna le incredibili dichiarazioni del primo cittadino sono state stigmatizzate da alcuni parlamentari ucraini ed il prossimo sei e sette febbraio, saranno presenti anche loro alla mostra fotografica. Per non dimenticare ma anche per opporsi alla proposta di legge che vorrebbe trasformare i randagi in materia prima per la sperimentazione animale e “fauna selvatica” da fare abbattere ai cacciatori. “Per non fare dimenticare“, scrive Andrea nel suo account facebook.

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