GEAPRESS – Dopo i cani uccisi nei giorni scorsi dai dog hunter, nuove uccisioni di animali per le strade di Kiev. Questa volta chi ha distribuito il veleno si è travestito da animalista. Appariva come un volontario. Distribuiva cibo e faceva finta di accudire ai cani, solo che è stato notato alle 3.00 del mattino, un orario decisamente insolito.

Dopo le denunce dei giorni scorsi, quando cioè i cacciatori di cani pubblicarono in un sito web i luoghi frequentati dagli animalisti quale promessa di prossime stragi, la zona viene tenuta segreta. “Questi cani erano già segnalati – riferisce Cisternino – ma non seguendo i volontari. Il nostro sospetto è che sia stato qualcuno all’interno dell’amministrazione pubblica“. Il dog hunter, con scrupolo criminale, segnala nel suo sito. Per i cani inizia così il conto alla rovescia.

Otto cuccioli, di circa tre mesi, sono ancora vivi. Alla vista di Andrea Cisternino saltellano felici. Non possono immaginare quali attenzioni si sono concentrati su di loro. Poi altri cuccioli, più piccoli. Avranno al massimo 40 giorni. Il primo a sbucare da una roccia, è tutto nero. Poi un secondo, bianco e nero. Infine un terzo, di nuovo tutto nero. “Sono già nelle mappe dei dog hunter” – aggiunge Cisternino che ora, a Kiev, è solo. Pochi volontari ucraini e nulla più. Spenti i riflettori sui campionati europei di calcio, l’attenzione per i cani di quel paese, è improvvisamente calata.

I cuccioli più grandi, intanto, si precipitano nella ciotola colma di carne e latte. Mangiano avidamente. Avrebbero bisogno di aiuto. Sono magri e su di loro incombe il dog hunter. “Li porteremo via tutti – riferisce Cisternino – abbiamo peraltro saputo che i cuccioli servono all’addestramento dei cani da combattimento. Pit bull e rottweiler in particolare. Quando c’è stato euro 2012 la UEFA non ha fatto niente – denuncia Cisternino – ma di loro mi importa relativamente. Non è arrivato un soldo, non ci sono strutture, solo parole per tappare le orecchie e non fare sentire la vera denuncia“.

Il progetto di Cisternino è ora di guidare egli stesso la costituzione di una associazione ucraina che si occupi dei randagi e del loro accoglimento, in caso di pericolo, in un luogo attrezzato. Il progetto è già stato presentato alle autorità ucraine. “Sto lavorando in terra straniera – conclude Cisternino – ma forse sto riuscendo a fare più cose che non hanno fatto le associazioni italiane. Solo pubblicità, parole e basta. Prima di euro 2012, la causa dei cani ucraini, doveva rendere bene. Non un solo euro – denuncia rammaricato Cisternino – è però arrivato. Tutto finito, ma noi siamo qui e continuiamo ad andare avanti“.

Intanto, almeno oggi, arriva una buona notizia. Alexey Vedula, il cacciatore di cani che avrebbe torturato ed ucciso centinai di animali, è stato condannato a quattro anni di carcere. Di nuovo arrestato, invece, il suo compagno di uccisioni. Aveva annunciato che avrebbe vendicato l’amico. Il tutto avviene in Ucraina. In Italia, infatti, la galera per simili reati, è impossibile. Sia il reato di uccisione di animali che di maltrattamento prevedono pene reclusive i cui tempi sono di gran lunga inferiori alla soglia di punibilità.

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