GEAPRESS – Pagine in lingua ucraina ed in russo, poi la foto del cane morto. L’ultimo, denunciato da Andrea Cisternino appena poche ore addietro (vedi articolo e foto GeaPress). E’ uno dei siti web dei dog hunter, i cacciatori di cani tollerati dalle autorità che hanno pure dedicato un post al cane di cui sopra, con tanto di riferimento a Cisternino. Il tutto predisposto con il tono della minaccia. Appena ti muovi, ti seguiamo e ammazziamo i tuoi cani.

Per questo, Andrea Cisternino, da oggi ha deciso di non diffondere più i luoghi delle stragi. Non dirà neanche le attività in corso, ivi comprese lettere, appelli e quant’altro riguarda i rapporti con le autorità locali. Le notizie, da oggi, arriveranno solo in merito ai cani salvati. Per il resto, finiti gli europei di calcio, Cisternino si è sentito abbandonato. Niente più i riflettori nella piazza del Pantheon dove finanche discussi personaggi, ovviamente sotto il profilo animalista, hanno preso la parola in difesa dei cani dell’Ucraina scordandosi dei cavalli delle botticelle romane. Per non parlare delle polemiche suscitate da un televisivo Veterinario che prima ha indossato la maglietta in favore dei cani ucraini e poi ha preso le difese del notissimo canile Parelli di Roma.

I dog hunter, in Ucraina, continuano indisturbati. Una volta fotografato il cane, indicano nel sito web il luogo ove si trova. Frecce rosse che scendono inesorabili tra vie e palazzi. Lì c’è il cane da ammazzare. “Eliminazione dei cani marchiati“, ovvero quelli sterilizzati. Così si esprimono i cacciatori di cani. I prossimi a soccombere, dicono i boiacani, saranno quelli dell’idroscalo, ovvero dove Cisternino e la volontaria Alina hanno denunciato la morte di diciotto cani per avvelenamento. Poi i cuccioli estratti tra la cenere di un boschetto bruciato, con le ferite invase da larve di mosca. “Uccidere tutti i cani sterilizzati“, questo l’orine dei dog hunter.

L’aspetto forse più inquietante è l’analogia che si registra tra i truci metodi dei dog hunter, finalizzati ad allontanare i volontari stranieri che stanno intervenendo con le sterilizzazioni, e l’oggetto delle riunioni svolte negli uffici delle autorità locali. Via dal paese chi sterilizza, denuncia sempre Cisternino.

Continueremo a lavorare – dichiara il nostro connazionale che a Kiev vive e lavora – ma non potremo più divulgare niente“.

Intanto, per i cani dell’idroscalo, le frecce nella mappa di Kiev li hanno centrati tutti.

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