GEAPRESS – IN ITALIA… Poche ore addietro si è appreso di un encomiabile provvedimento del Comune di Torino, il quale ha deciso di aprire le porte di ristoranti e locali pubblici ai cani. Ne da comunicazione Valentina Coppola di Codiciambiente. La scelta, senz’altro opportuna, richiama specifichi provvedimenti che le pubbliche amministrazioni possono prendere sul tema. Bene ha fatto, pertanto, Torino. In Italia, ad ogni modo, non vi è alcun divieto di entrata dei cani nei locali pubblici, ivi compresi alimentari, ristoranti, bar e mezzi di trasporto. Fanno eccezione i luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati e conservati, ovvero i laboratori di alimenti. Anzi, secondo il Ministero della Salute, che richiama una circolare dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) “vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale“. Il padrone deve garantire le norme di sicurezza ed evitare che l’animale sporchi e, fatto salvo l’obbligo di guinzaglio e museruola come da profilassi antirabbica, nulla è possibile vietare.

Esistono poi dei divieti perentori (dentro gli ospedali) ed altri che nel caso potrebbero essere impugnati. Sono i Regolamenti comunali e le Ordinanze di Giunta o di Consiglio. A Brescia, come a Varese, tempo addietro andò in scena una polemica per il divieto di fare entrare i cani nel cimitero (Brescia) e nei locali pubblici (Varese, ma il Comune poi smentì). In alcuni casi, poi, il divieto si estende ai parchi pubblici, mentre gli Enti parco (ovvero i gestori di aree naturali protette) possono applicare il divieto di introdurre cani nelle zone di massima protezione per via del disturbo che possono arrecare alla fauna selvatica. Qui ci fermiamo, anche perché i cavilli di regolamenti, ordinanze, postille in calce e quant’altro degno di far perdere la pazienza anche all’avvocato azzecca-garbugli, non trova veramente fine (vedi trasporto di cani nelle navi).

… E POI A PALERMO…

Vi sono poi dei casi clamorosi come i supermercati Carrefour. In quello di via Libertà, a Palermo, il supermercato sotto i magazzini Oviesse, vieta (vedi foto) “per evidenti ragioni di igiene” l’ingresso di persone con cani. A pochi centimetri dalle vetrine Carrefour-Oviesse vi è però in evidenza, e da almeno due anni, un tipo che, parrebbe dietro contributo, cede cucciolini di cane. Nessuno riesce a farlo andare via, neanche i Vigili Urbani ed i Carabinieri dei NAS che a quanto pare lo hanno pizzicato. Più residente, si dice in giro.  Il supermercato, da noi contattato, dice che ha già segnalato il caso, anche perché il tipo  non solo si è fatto una sorta di casetta a ridosso delle vetrine ma parrebbe pure usufruire dei bagni dei magazzini. Ad averlo segnalato parrebbe essere stata la Lega Nazionale Difesa del Cane, ma lui ha scritto su un cartone che è del piccolo rifugio (?), chiede soldi alle persone, ha una sorta di aiutante indiano e se vuoi un cucciolo ti fa vedere un faldone con i nomi delle persone che glieli portano (così fa solo da tramite ed i cani non sono suoi ….). Consegnato il cane, ti da pure un bigliettino di un notissimo ambulatorio veterinario di Palermo, per la prima visita. Abbiamo contattato il Veterinario. “Io faccio solo il mio lavoro, e poi non mi risulta che abbia cani di razza“. A noi, però, voleva cedere uno Yorkshire. Ad ogni modo se il cane non va bene (sic) puoi riportarlo in via Libertà, angolo via Siracusa, vetrine Oviesse e Carrefour dove “per evidenti ragioni di igiene” è vietato entrare con il cane. Il tipo, intanto, sistema il suo ufficio sotto il piccolo portico di una delle vetrina Oviesse che di notte, soprattutto quando fa fresco o piove, diventa stanza da letto. Si, perché in via Libertà ha pure letto e coperta. Da dove provengono i cani? Boh! Abbiamo intervistato i suoi volontari, ma nessuno ne sa niente. Sarà un caso che tutto ciò capiti nella strada salotto del capoluogo di una regione patria (visto finanche i tragici fatti di Ragusa) del randagismo?

(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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