GEAPRESS – Visita del NAS dei Carabinieri, ieri pomeriggio, al rifugio di cani di Aragona (AG). I militari, provenienti da Palermo, sono stati mandati dal Ministero della Salute, dopo che il Sindaco aveva annunciato l’interruzione degli aiuti definiti, invece,  in un protocollo d’intesa. Inizialmente, nella struttura che attualmente ospita un centinaio di cani, si sono presentati, all’arrivo dei Carabinieri, il Comandante della Polizia Municipale ed il responsabile del Comune incaricato dei lavori. Poi, parrebbe, che lo stesso Comandante dei Vigili, non fosse informato del provvedimento del Sindaco ed a quel punto è arrivato proprio Alfonso Tedesco (nella foto del Comune), primo cittadino  dal giugno 2007 ed, ancora prima, dal 1993 al 1997. Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress il Sindaco avrebbe allontanato i volontari che ormai da  giorni stanno patendo, assieme ai cani, la sospensione degli aiuti comunali. Da circa 25 giorni, ad esempio, non ricevono più cibo dall’amministrazione la quale, nel famoso protocollo, si era anche impegnata a completare i lavori e a fornire altri servizi. Lavori lasciati a metà e che sarebbero la causa dell’allagamento del rifugio, avvenuto con le prime piogge di settembre. Le condizioni riscontrate dal NAS ieri pomeriggio, potrebbero essere molto gravi. Ivi compresa la fossa biologica che traboccava, e i rifiuti accumulati.

Ma cosa è successo ad Aragona?

Con nota del 29 settembre scorso, dopo essere stato diffidato dalla LIDA a mantenere gli impegni assunti, il Sindaco ha comunicato ad un lungo elenco di destinatari (ivi compresi  Ministero della Salute, Prefetto, Tribunale Penale, Sanità pubblica veterinaria) la sospensione degli aiuti. Stipendi di impiegati comunali a rischio, una grave carenza di liquidità, rifiuto dei fornitori di continuare a fare credito, oltre che “di non essere più in grado di poter soddisfare le esigenze della struttura che accoglie i cani”. Per i cani, sottolinea “ancora una volta” il Sindaco, occorrerebbe una campagna nazionale per affidarli.  Il Comune, a dire il vero, anni addietro propose di portare i cani in una nota struttura (riccamente polemizzata) della Calabria. In quel caso, evidentemente costavano meno. Insomma, i cani sono una palla al piede, anche se però, di randagi, Aragona e dintorni è piena. Nessuno, nonostante gli appelli dei volontari della LIDA, microchippa e sterilizza. Del resto, scrive il Sindaco, ad Aragona non c’è neanche il bilancio di previsione 2011. Proviamo ad immaginarci, allora, se andando a fare la spesa si dovesse dire al nostro fruttivendolo che verrà pagato con una “previsione” di spesa. Ad Aragona (AG), però, la previsione di spesa non è stata fatta. Non per l’anno prossimo, ma per quest’anno. Nell’ultimo trimestre 2011, ad Aragona non c’è ancora il  bilancio di previsione per tutti e quattro i trimestri del 2011. Di questo passo, il consuntivo sarà stilato nel 2015 (forse).

Eppure, nonostante i suggerimenti del Sindaco, ad Aragona i cani vanno già via (vedi articolo GeaPress), ci pensano i volontari,  ovviamente con tutte le garanzie sui nuovi affidatari. Da un mese, però, i volontari della LIDA si sono fermati. Il trasferimento in aereo di quattro cani, costa 500 euro, ed hanno bisogno di una mano. Certo, però, che finchè i Comuni non agevolano la sterilizzazione dei cani randagi e non provvedono al controllo dei microchip, possiamo stare freschi. Cani da rinchiudere nei canili privati convenzionati, che anche nella provincia di Agrigento si fanno sentire, ce ne saranno sempre a bizeffe.

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