GEAPRESS – Una randagismo ormai fuori controllo quello denunciato dai volontari della LIDA di Caltanissetta, nonostante le costose convenzioni con canili privati stipulate dall’Amministrazione comunale. I cani vaganti per le strade del capoluogo nisseno sono da tempo in costante aumento a causa di un servizio di sterilizzazione e di controllo sull’anagrafe canina insufficiente.

E poi gli avvelenamenti,gli abbandoni di cani adulti e cucciolate (nella foto alcuni cuccioli morti per strada) e gli investimenti senza soccorso. La Zona industriale, il quartiere San Luca, via Borremans e via Catania, secondo l’Associazione, sono le zone della città che patiscono di più lo scarsissimo impegno sul fronte delle sterilizzazioni.

Ma la LIDA riferisce anche dell’aumento dei pit bull, quasi tutti detenuti all’interno di garage bui e spesso con orecchie e code tagliate, portati in giro da bulli di quartiere che si divertono, nell’indifferenza generale, a spaventare quando non a sbranare cani e gatti randagi.

Eppure durante un recente incontro con l’attuale Assessore con delega al randagismo Gaetano Angilella si era definito un piano per contrastare e ridurre il fenomeno del randagismo: aumento delle sterilizzazioni; potenziamento dell’anagrafe canina e trasferimento in città del locale ove inserire i microchip; istituzione di un ufficio tutela animali; campagne di sensibilizzazione su microchip, sterilizzazione, abbandono. Ed ancora bonus economici per la sterilizzazione dei cani padronali, aiuti alle Associazioni per l’organizzazione di viaggi di cani e gatti che trovano adozione fuori Regione ed un’intensa promozione per l’adozione dei cani ospiti nel canile convenzionato.

Belle parole, denuncia la LIDA, alle quali però ancora oggi non sono corrisposti i fatti.

Ci siamo sentiti fare solo tante promesse mai mantenute – commentano i volontari della Lega Italiana per i Diritti dell’Animale – Veniamo contattati solo quando ci sono cuccioli abbandonati da recuperare, spesso a pochi giorni dalla nascita e quindi da allattare. Ci girano ogni segnalazione di gatti malati o feriti data l’assenza di un gattile e di una convenzione con veterinari privati per il pronto soccorso di un animale forse ancor più trascurato del cane dalle Istituzioni. Nel recente passato – continuano i volontari – gli interventi sui gatti randagi venivano autorizzati dall’ufficio sanità che ad oggi però non ha ancora versato un solo centesimo ai veterinari che noi chiamiamo ad intervenire e che, conseguentemente, chiedono a noi di saldare i conti aperti (sic!). Idem per tre casi di pronto soccorso su cani feriti in cui, per ragioni diverse, il canile convenzionato non è intervenuto. Addirittura gli ultimi interventi di pronto soccorso su gatti investiti non sono proprio stati autorizzati dall’ufficio preposto. La risposta è sempre la stessa: “non ci sono fondi”.”

Ma non si tratta solo di fondi. L’ associazione lamenta una mancata collaborazione anche sul fronte delle adozioni dei cani ricoverati in canile. Nonostante la Legge Finanziaria del 2007 all’Art. 2, c. 371 preveda che anche le strutture private in convenzione coi Comuni garantiscano la presenza di volontari, la proposta della LIDA di censire e fotografare tutti i cani accalappiati per una possibile adozione, fino ad oggi, è caduta nel vuoto.

Un atteggiamento incomprensibile, secondo i volontari, anche alla luce del fatto che far uscire un cane dal canile vuol dire anche un risparmio per le casse l Comune moltissimo denaro dei contribuenti. Il costo di un viaggio aereo per un cucciolo ammonta a circa 80 euro, con la stessa cifra il Comune paga appena un mese di ricovero in canile. E in un anno la spesa diventa di 960 euro (!). Difficile poi organizzare un banchetto d’adozione: i problemi vanno dagli orari di consegna dei cuccioli alle scarsissime condizioni igieniche degli stessi animali scaricati allo stand dell’Associazione.

Il volontariato – conclude la LIDA – così avvilito, sfruttato e mai valorizzato, perde entusiasmo, efficacia e fiducia nelle Istituzioni. E questo è un gravissimo danno non solo per i nostri amici a 4 zampe, ma per tutta la collettività che ogni anno spende sempre più denaro facendo la fortuna di chi dal randagismo ci guadagna!”.

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