randagi
GEAPRESS – Da un anno dal suo insediamento, non avrebbe ancora attuato alcuna utile azione di prevenzione e contrasto al randagismo. Queste le critiche che LAV, WWF e LIDA rivolgono all’amministrazione comunale a seguito di quello che viene definito un “aumento esponenziale delle spese annualmente sostenute dal Comune per una convenzione con un canile privato“.

Gli effetti di tale politica sarebbero, sempre ad avviso delle associazioni, nulle. In particolare le associazioni richiamano il mancato controllo demografico delle popolazioni vaganti ed il controllo dell’iscrizione all’anagrafe canina nazionale dei cani padronali.

Secondo Salvatore Colonna (LIDA), Jessica Natale (LAV) ed Ennio Bonfanti (WWF) “nelle ultime settimane, a seguito del periodico “allarme randagi” diffuso sulla stampa, l’Amministrazione è andata “in tilt” e, come spesso avviene, si scatena il panico”. Dunque qualcuno avrebbe ordinato la “spedizione punitiva” e l’operatore del canile interverrebbe sul  primo cane innocuo che ha la sfortuna di trovarsi in strada.

Le associazioni sottolineano a questo proposito il cosiddetto circolo vizioso: cane vita natural durante in canile e, dopo qualche giorno dopo, un nuovo cane randagio che prende il suo posto in strada. “Siamo al punto di partenza – riportano Salvatore Colonna, Jessica Natale ed Ennio Bonfanti – tranne che per le casse comunali“. Secondo le associazioni un cane di strada costerebbe nell’arco di un anno una cifra di poco superiore ai mille euro. Figuriamoci “ricoverato a vita”.

Non avrebbe pertanto un reale effetto, se non quello di calmare l’opinione pubblica, il prelievo di cani attuato in questi giorni. I cani problematici, invece, potrebbero essere rimasti in strada.

Dunque, “perchè il Comune e l’ASP continuano ad essere latitanti nell’attuazione di una forte azione di contrasto al randagismo attraverso una massiccia campagna di controllo demografico attraverso la sterilizzazione? Le conseguenze di questo inspiegabile ritardo – hanno aggiunto gli esponenti delle associazioni – sono sotto gli occhi di tutti: il centralino della Polizia Municipale preso d’assalto dai cittadini che segnalano cani randagi e cucciolate per strada; le stesse telefonate dirottate ai cellulari delle Associazioni animaliste che, con propri mezzi, fondi e buona volontà,  cercano di arginare questo fenomeno. Quindi, ben vengano gli accalappiamenti di queste settimane, ma solo se tutti i cani di buona indole accalappiati vengano, entro 20 giorni, sterilizzati e reimmessi sul territorio così come prevede la L. R. 15/2000! I benefici della sterilizzazione sono molteplici: anzitutto un risparmio di migliaia di euro perché i cani rimarrebbero in canile solo per i pochi giorni prima e dopo l’operazione; zero cucciolate che alimentano sempre di più le fila degli animali vaganti; i cani sterilizzati non si riuniscono in grossi gruppi che possono allarmare i cittadini“.

La richiesta è dunque quella di una “necessaria ed improcrastinabile inversione di rotta”. Ogni mancata decisione, ogni omissione o ulteriore ritardo d’intervento da parte di tutti i soggetti deputati a dare soluzioni positive (ASL, Comune, Polizia Municipale, Veterinari privati) e nel rispetto pieno della legalità, “sarebbe ulteriormente colpevole e riproporrebbe, fra qualche mese, nuovamente gli stessi problemi di cui oggi ci occupiamo. Per abbattere il randagismo e limitare drasticamente i rischi per la sicurezza non possiamo che concentrare gli sforzi sulla prevenzione e l’applicazione, puntuale e concreta, delle linee guida regionali e nazionali“. Occorre in ultimo che in seno alla Polizia Municipale sorga un nucleo incaricato di controllare a tappeto tutti i cani padronali non iscritti all’anagrafe e non sterilizzati (importanti fonti di nuovi randagi). Senza questa seria attività di prevenzione, il randagismo resterà una costante per la nostra città.

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