GEAPRESS – Quando si dice mancata prevenzione del randagismo e pericolosità dei cani. Può capitare che un Pit bull abbia così fatto una vita randagia, rischiando addirittura di morire di fame oltre che per le ferite ed i parassiti.

Ad avvistare, dopo un anno di vagabondare, il Pit bull randagio sono stati dei ragazzi che praticavano il parapendio nei pressi di Caltagirone (CT). Qui, in corrispondenza della strada statale 417 Catania-Gela, hanno avvistato il povero animale che arrancava miseramente. La segnalazione è così giunta, intorno alle 18.00 di domenica scorsa alla sede LAV di Enna che si è subito attivata nell’avvisare quella dell’ANPANA di Caltagirone. Nel giro di mezz’ora Fabrizio Pantano, Presidente della sede territoriale dell’ANPANA ha così raggiunto il povero animale avendo però prima provveduto ad avvisare gli Uffici Veterinari dell’ASL, l’ambulanza veterinaria della Croce Gialla ed i Vigili Urbani. Si sono così trovati innanzi un cane ormai avviato a sicura morte. Smagrito, pieno di parassiti e di ferite, tanto da aver fatto pensare, in un primo momento, che potesse essere stato utilizzato per i combattimenti.

Sottoposto ai primi interventi veterinari, il cane è risultato microchippato. In tal maniera è stato possibile rintracciare il proprietario che si è subito precipitato in lacrime per recuperare Zeus, questo il nome del cane. Ne aveva regolarmente denunciato la scomparsa nel luglio 2010 e camminava ancora con il filmato di Zeus nel cellulare che faceva vedere a tutti nella speranza che qualcuno potesse averlo visto.

Grazie ai ragazzi in parapendio, oltre che alle sedi di LAV e ANPANA, Zeus si è ora ricondotto al suo padrone. Rimane grave il fatto che, anche ipotizzando un periodo di clausura presso qualche aguzzino dei combattimenti, Zeus abbia comunque vissuto da randagio ma con microchip.

Già nei giorni scorsi, sempre grazie all’ANPANA, un altro Pit Bull era stato rinvenuto gravemente ferito ai bordi della strada. In questo caso purtroppo, il cane era morto (vedi articolo GeaPress).

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