GEAPRESS – Una notizia buona che, però, lascia l’amaro in bocca. E’ questa la sensazione che serpeggia tra i tanti che hanno seguito la vicenda di Birillo (nella foto) e che hanno sostenuto le azioni per la sua liberazione (vedi articolo GeaPress). Birillo uscirà dal Canile convenzionato di Leonforte (EN) nel quale è stato rinchiuso lo scorso 20 giugno. Ma solo tramite adozione. Non potrà mai essere riconosciuto cane di quartiere.

La decisione è stata presa durante una riunione svoltasi, nei giorni scorsi, presso il Comune di Butera alla presenza di tutte le parti in causa: Comune, ASP e il Comitato “Gli amici di Birillo”. La ragione ce la spiega l’Assessore all’Ambiente Spiteri.

Per il riconoscimento di cane di quartiere ci sono stati numerosi problemi – dichiara a GeaPress l’Assessore Spiteri – Al Comune erano giunte diverse segnalazioni contro Birillo. Il cane aveva ringhiato a qualcuno. Al tempo stesso erano arrivate segnalazioni a tutela dell’animale che riferivano come il cane fosse spesso oggetto di disturbo da parte di ragazzini con i motorini. Quindi il suo accalappiamento era stato fatto sia contro che a favore dell’animale.

Durante la riunione, riferisce l’Assessore Spiteri, lo stesso dott. Calì dell’ASP di Caltanissetta ha spiegato che proprio a causa delle segnalazioni sull’aggressività di Birillo non si poteva dichiarare Birillo di indole docile, condizione vincolante per il riconoscimento a cane di quartiere.

Birillo ferocissimo” commenta sarcastico Franco Palmeri, il buterese che insieme a Padre Aldo Contrafatto si è occupato della vicenda di Birillo “Mai Birillo ha dato segni di aggressività, non potrebbe esserci cane più buono e mansueto. Speriamo – continua Palmeri – che almeno con l’adozione, Birillo possa tornare a Butera al più presto, anche se, dovrà avere necessariamente il guinzaglio o la museruola, per tornare in quelle strade, che lo avevano visto, un tempo, girare libero e felice.”

Proprio stamani, ci riferisce l’Assessore Spiteri, è giunta la richiesta ufficiale di adozione. Le pratiche, assicura l’Assessore, saranno veloci e al massimo tra una settimana sarà possibile adottarlo.

Insomma, alla fine per Birillo, che per Padre Aldo rappresentava il simbolo stesso del rispetto verso gli animali, ci sarà una libertà, sebbene vigilata. Per il resto, ci sembra che con il mancato riconoscimento a cane di quartiere si sia persa un’occasione importante per iniziare un percorso virtuoso di convivenza e rispetto per gli animali.

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