GEAPRESS – Forse è vicina a lieta conclusione la vicenda che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso molti buteresi e non solo. Birillo, infatti, si trova dallo scorso 20 giugno al Canile convenzionato di Leonforte. Un’altra provincia, dunque, quella di Enna. Fu “arrestato” (vedi articolo GeaPress) nella stessa piazza di Butera (CL) dove si tiene la tanto criticata festa dell’oca .

L’appuntamento con la libertà sarebbe fissato per martedì prossimo. Il condizionale è d’obbligo, viste le difficoltà incontrate finora dai sostenitori del ‘Birillo libero’. Difficoltà burocratiche e tecniche degne di un racconto di Pirandello. Ancora adesso non si è ben capito quando e dove dovrà essere sterilizzato Birillo. La sterilizzazione è una delle prerogative per il suo rilascio e per la nomina del randagio di Butera a “cane di quartiere”. L’ASP di Enna, competente per territorio, ha un ambulatorio che dovrebbe sterilizzare e microchippare i randagi, ma i locali inaugurati ormai da alcuni anni non sono utilizzati. L’unica struttura dove è possibile sterilizzare si trova al Parco Ronza di Piazza Armerina, una grande area verde attrezzata gestita dalla Forestale e dalla LIPU, all’interno della quale vi è un ambulatorio dove operano i veterinari della ASL di Enna. Quindi, probabilmente Birillo sarà sterilizzato a Piazza Armerina, o meglio dovrebbe essere già stato sterilizzato visto che le operazioni al Parco Ronza vengono fatte il martedì e il mercoledì.

Staremo a vedere. Intanto a Padre Aldo Contrafatto, che insieme a Franco Palmieri ha portato avanti la battaglia in favore di Birillo, è arrivata la rassicurazione del Comune. Il rilascio avverrà martedì 24 luglio. Il cane sarà riconosciuto come cane di quartiere, l’affidatario sarà Padre Aldo Contrafatto ma il proprietario rimarrà sempre il Comune nella persona del Sindaco, così come lo è, secondo legge, per tutti i randagi del territorio di sua competenza.

Martedì ci recheremo io, Padre Aldo, e pochi altri volontari a prendere Birillo – riferisce a GeaPress Franco Palmeri, il buterese che si sta prendendo cura del caso Birillo – Inizialmente avevamo pensato ad un pullman, ma ci hanno detto che dobbiamo procurarci un fuoristrada perché la strada per raggiungere il canile è alquanto impervia… Finché non vedrò Birillo non ci crederò. Tenevo a dire – ha aggiunto Franco Palmieri – come le tante mail piovute sul Comune, sono state determinanti. Hanno fatto capire a quante persone stava a cuore la vicenda di Birillo”.

Una vicenda importante anche perché, nonostante la Legge regionale preveda la figura del cane di quartiere, non sono molti i randagi che usufruiscono di tale riconoscimento. Un riconoscimento importante che si inserisce nella corretta gestione del randagismo, in un’ottica di convivenza tra uomo e animale. Lo stesso Birillo sarà il primo cittadino non umano di Butera.

Birillo, quindi, potrebbe presto fare ritorno nella sua Butera. Ad accoglierlo festosi saranno proprio i bambini e i ragazzi che Birillo ha sempre pacificamente seguito per le vie del paese. L’annuale appuntamento con il Grest (oratorio estivo) della parrocchia di Padre Aldo è stato dedicato proprio a Birillo, i giovani partecipanti indosseranno delle magliette con la scritta “I love Birillo”.

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