canile sequestro forestale
GEAPRESS – Settecento cani in uno spazio che ne avrebbe potuto ospitare al massimo 200. Un sovraffollamento, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, che insieme all’uso di acqua non potabile ha determinato il sequestro del canile di Carovigno in provincia di Brindisi. Per i due proprietari la denuncia per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Questo il risultato dell’intervento della Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale, in servizio presso la Procura di Brindisi, in seguito al provvedimento del Giudice per le indagini preliminari e su richiesta del Pubblico Ministero.

Secondo quanto riportato dalla Forestale gli spazi che ospitano i cani non rispetterebbero il criterio di superficie minima stabilito dalla normativa regionale, corrispondente a 6 metri quadri. La struttura, inoltre, non sarebbe stata dotata di idoneo approvvigionamento idrico. L’acqua, infatti, sembra provenire da un pozzo artesiano e secondo le analisi effettuate dall’ARPA di Brindisi, i valori di cloruri e nitrati sarebbero oltre il limite previsto dalla legge di settore.

La struttura, suddivisa in canile rifugio e canile sanitario, già nell’ottobre 2012 era stata oggetto di un sopralluogo effettuato dalla stessa Forestale insieme ad un consulente tecnico nominato dalla Procura. In quell’occasione, riferisce sempre la Forestale, era stata riscontrata la presenza di 693 animali nel rifugio, a fronte del limite massimo di 200 unità previsto dalla normativa di settore, e di 194 cani nel reparto sanitario, a fronte di un limite massimo di 20.

Nel canile di Carovigno venivano ricoverati anche animali accalappiati nei Comuni di Latiano, Ostuni, Torre Santa Susanna e San Michele Salentino.

Il Sindaco di Carovigno è stato nominato custode giudiziario del canile, con l’onere di provvedere al trasferimento presso strutture adeguate dei cani in esubero.

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