randagio romeno
GEAPRESS – L’Ente Nazionale Protezione Animali ringrazia il Ministro degli Esteri Emma Bonino e l’Ambasciatore italiano in Bosnia, Ruggero Corrias, che hanno così dimostrato grande attenzione e sensibilità per la tutela degli animali. Un autorevole intervento con il quale è stato chiesto alle autorità bosniache di bloccare la cosiddetta legge anti-randagi. Se approvata, porterà infatti alla loro soppressione.

Ad avviso dell’ENPA il problema non riguarda però soltanto la Bosnia. Altri Paesi dell’area balcanica, tra cui l’Albania, sarebbero tentati di seguire o stanno già seguendo il “cattivo esempio” della Romania dove è stato recentemente autorizzato l’abbattimento dei randagi. Il timore dell’Ente Nazionale Protezione Animali è che si verifichi un vero e proprio “effetto domino” in tutta la Regione.

Nel caso della Bosnia, come ha sottolineato l’ambasciatore Corrias, la legge anti-randagi rappresenta un preoccupante passo indietro rispetto all’attuale normativa, in linea con gli standard internazionali. “D’altro canto – prosegue l’Enpa -, autorevoli organizzazioni internazionali hanno chiaramente spiegato che l’uccisione degli animali non risolve il problema randagismo. L’unico modo di contrastarlo è quello di puntare sulle sterilizzazioni degli animali, per evitare nuove nascite, sulle adozioni nei canili per svuotare le strutture e sull’istituzione dell’anagrafe canina per monitorarne la popolazione. Tale controllo permette un considerevole risparmio di fondi, mentrie con le uccisioni si avrebbe un notevole dispendio di risorse“.

Naturalmente la Protezione Animali è disponibile fin da ora a collaborare con le autorità bosniache per avviare a soluzione il problema nell’unico modo realmente etico ed efficace, vale a dire senza uccidere alcun animale. Già nel recente passato, del resto, i volontari dell’Enpa hanno avuto modo di collaborare sul territorio bosniaco con le istituzioni locali. E i risultati ottenuti in queste circostanze sono stati molto incoraggianti.

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