GEAPRESS – Definire canile la struttura posta sottosequestro ieri dai Carabinieri di Montesarchio (BN) è davvero difficile. Infatti, la struttura che i militari si sono trovati di fronte non somiglia neanche lontanamente a quello che avrebbe dovuto essere, ovvero un canile per accogliere e curare i cani randagi del Comune di Vitulano (BN).

Come in parecchi comuni italiani così anche a Vitulano l’amministrazione comunale aveva deciso di affrontare il problema del randagismo. Scegliendo la strada del canile convenzionato. Soluzione che, ormai è noto, non risolve il problema del randagismo e di contro va ad impiegare fondi che andrebbero meglio destinati alle sterilizzazioni dei randagi e alla loro registrazione con microchip, i soli interventi che davvero permettono di affrontare in maniera concreta il fenomeno dei cani vaganti.

Ma, nel caso di Vitulano si va oltre l’errore di strategia. Infatti, con tanto di Delibera di Giunta l’amministrazione comunale ha affidato al 26enne G.C., la gestione dei randagi, da ricoverare e mantenere presso il “canile” da lui gestito. Peccato però che lo stesso 26enne, destinatario della Delibera di Giunta era agli arresti domiciliari! Nessun problema avranno pensato in Comune, perché il giovane G.C. ha il permesso di uscire da casa dalle 8:00 alle 14:00, quindi potrà ben curare i randagi affidatigli in convenzione dal Comune (!).

All’assurdo della cosa si aggiunge il fatto che lo stesso giovane ben difficilmente poteva essere all’altezza del compito affidatogli dall’ amministrazione comunale, dal momento in cui lo stesso residuale tempo lo avrebbe dovuto dedicare anche ad altro incarico affidatogli  dal Comune di Vitulano, ossia la cura di alcune aree verdi.

Possibile? Il Comune ha affidato ben due incarichi con tanto di Delibere di Giunta ad un uomo che si trova agli arresti domiciliari? Si, è possibile.

A scoprire l’incredibile vicenda sono stati i Carabinieri della Compagnia di Montesarchio, nel corso dei controlli disposti dal Comando Provinciale di Benevento, con il supporto dei militari del NAS di Salerno e dei veterinari dell’Asl di Benevento.

I militari giunti in località Valle hanno localizzato il “cosiddetto” canile. La struttura era composta da piccole baracche in legno create con tavole, reti arrugginite e altro materiale di fortuna (vedi foto). All’interno vi erano rinchiusi 20 cani, in carenti condizioni igienico-sanitarie, di varie razze, senza la divisione fra maschi e femmine, e tutti privi della prescritta microcippatura.

Il canile, privo delle necessarie autorizzazioni, è stato sottoposto a sequestro mentre i cani, in attesa della microcippatura da parte del servizio veterinario dell’ASL di Benevento e del trasferimento in un’idonea struttura, sono stati affidati in custodia al Comune di Vitulano che ne dovrà assicurare il benessere. Speriamo meglio di come ha fatto finora!

I Carabinieri hanno, quindi, denunciato G.C. 26enne e G.N. 51enne, padre dello stesso e proprietario del terreno, per maltrattamento di animali e violazione della legge regionale sul randagismo. In concorso di reato lo stesso Sindaco di Vituliano per non aver verificato e controllato la struttura e lo stato di benessere dei cani affidati.

Nella stessa giornata, nel Comune di Campoli Monte Taburno (BN), i Carabinieri del NAS di Salerno ed i militari della Stazione di Cautano, in collaborazione con il personale medico veterinario dell’ASL di Benevento, hanno poi effettuato un’altra ispezione  presso due aree recintate per la custodia di animali d’affezione, per complessivi 1.500 mq. Le aree  gestite da un’associazione di volontariato legalmente rappresentata da C.D., 34enne del luogo, venivano sottoposte a sequestro amministrativo, poiché attivate in carenza dei minimi requisiti igienico sanitari strutturali ed organizzativi per la custodia e detenzione dei 15 cani ivi rinvenuti. Il personale dell’ASL ha provveduto alla microcippatura dei cani privi di identificativo e ne ha controllato e assicurato il benessere.

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