GEAPRESS – Erano più o meno le dieci di oggi quando la ditta incaricata del prelievo dei rifiuti a Turi (BA) ha notato un motoape avvicinarsi ad uno dei contenitori ed iniziare a prelevare il ferro vecchio. Poi, in terra, proprio accanto all’immondizia, un secchio di metallo tipo quello che si utilizza nei pozzi d’acqua. Il guidatore del motoape stava gettando in strada il contenuto, per portare via il secchio. Per fortuna qualcosa ha insospettito gli operai della ditta, nel frattempo sopraggiunti sul posto. Il secchio conteneva sette cuccioli di circa tre mesi di vita.

Gli operai della ditta non ci pensano due volte. Tolgono il secchio al guidatore del motoape ed avvisano subito Gaetano Pirulli, responsabile di Turi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. I cuccioli, adesso, sono già sistemati in un luogo sicuro ed affidati alle cure dei volontari.

Non è la prima volta che capita di trovare cuccioli un po’ più grandi di età rispetto ai soliti abbandoni, ovvero quelli di animali non ancora svezzati – riferisce Gaetano Pirulli a GeaPress – Forse un rimpallo, è già successo, cuccioli passati di mano in mano fino all’abbandono finale. La biada nel secchio – spiega il Responsabile della Lega del Cane di Turi – mi fa pensare ad un luogo di campagna, probabilmente con dei cavalli, comunque qui da noi capita di frequente“.

Appena poche ore addietro, lo stesso Gaetano Pirulli aveva soccorso altri quattro cuccioli. Dunque, solo a Turi, dieci piccoli animali abbandonati in poche ore.

Il problema dell’abbandono dei cuccioli è diffusissimo in molte regioni del sud Italia. Le cause, però, sono le stesse anche per altri luoghi e si ricollegano alla mancata microchippatura dei cani ed alla pressoché totale assenza di controlli.
Proprio nelle scorse ore i Carabinieri di Licata hanno effettuato una serie di verifiche sui proprietari dei cani che si trovavano nei pressi di una fiera zootecnica nei pressi del grosso centro dell’agrigentino. Una ventina le sanzioni amministrative, per una somma pari a 437 euro cadauna. Nei giorni scorsi, proprio da quelle parti, vi era stata la tragica aggressione da parte di un cane padronale ai danni di una bambina. La difesa della madre costò alla donna il rischio di perdere l’uso del braccio, per fortuna poi scongiurato. Il cane non era un randagio, ma senza microchip tutto è possibile.

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