GEAPRESS – Sette cuccioli, cinque femmine e due maschi, di poche ore di vita. Chiusi in una sacco sporco di terriccio o di chissà cos’altro ed a sua volta lanciato all’interno di un pozzo. Ad accorgersi del grave episodio, un passante che nelle campagne di Grumo Appula (BA) si reca a fare jogging. Gli animali sono vivi per miracolo e di loro si stanno ora occupando i volontari dell’Associazione Adan (Associazione Difesa Animali) con sede proprio a Grumo Appula. Una corsa contro il tempo, che grava su un lavoro già oneroso che i volontari svolgono in loco.

Non si tratta di un fatto isolato – dichiara a GeaPress, Giusy Cozza volontaria di Adan – recentemente ne abbiamo recuperati altri, sempre chiusi nel sacco. In un caso era stato lanciato contro una recinzione ed un cucciolo è rovinato in terra. Ora quelli nel pozzo – ha aggiunto la volontaria animalista – si è trattato di uno dei casi più gravi, non solo al chiuso di un sacco, ma pure dentro un pozzo. Li abbiamo recuperati tutti sporchi e bagnati“.

Un episodio che può trovare una sua spiegazione solo nelle pessime abitudini che ancora insistono in ambito rurale. Intere cucciolate, eliminate in tal maniera. Questo, nonostante a Grumo Appula, i volontari abbiano in corso una convenzione con un ambulatorio veterinario che esegue le sterilizzazioni. I randagi sono amorevolmente accuditi e sterilizzati.

Eppure c’è chi ancora agisce così – riferisce Giusy Cozza – mi chiedo chi controlla il microchip nelle campagne. Nelle fattorie vi sono numerosi cani pastore o da guardia che, per le istituzioni, semplicemente non esistono. Una volta che partoriscono, questa è la fine che viene riservata ai cuccioli. Chiusi in un sacco e gettati in un pozzo“.

Ai volontari ora occorre tutto. Dai farmaci agli stalli temporanei. Ma cosa rischia chi si è reso responsabile di un gesto tanto efferato? Sicuramente il reato di abbandono previsto dall’art. 727 del Codice Penale. Un piccolo reato, di mera contravvenzione che sicuramente non spaventa granché. Poi ci sarebbe anche quello di maltrattamento, ovvero il 544/ter del Codice Penale. Per chi crede, però, che la pena preveda chissà cosa, è meglio che ridimensioni le sue aspettative. La reclusione fino a 18 mesi, è puramente teorica, almeno se per reclusione si intende carcere. Per equivalere ad un solo secondo di prigione occorrono previsioni minime di quattro anni. Per questo reato, vale la multa, ovvero la sanzione pecuniaria. La cifra massima è di 30.000 euro ma le condanne più gravi inflitte in Italia, arrivano a stento alla soglia di 10.000 euro.

Ci sono poi le sanzioni amministrative eventualmente previste dalle disposizioni di legge regionale, così come per la mancata microchippatura. Certo, però, che se nessuno controlla i cani, anche queste sono meramente teoriche.

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