GEAPRESS – Il Sindaco di Termoli (CB) ha revocato il bando che appaltava i randagi termolesi al ribasso (bassissimo) d’asta. L’associazione di volontariato, La Casa di Snoopy di Campomarino,  che si occupa di quei randagi aveva lanciato il grido d’allarme,  chiedendo l’annullamento del Bando di Gara (Codice Identificativo Gara  – C.I.G.: 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi).
La protesta, amplificata dall’associazione Chiliamacisegua, si era diffusa a macchia d’olio attraverso il web, non sappiamo quante e-mails  siano arrivate al Palazzo di Città, fatto sta che la revoca c’è stata. E’ da dire che anche l’ASREM aveva condiviso le perplessità dell’associazione.

Se la gara fosse andata in porto, per i randagi termolesi era segnato un destino di stenti e di privazioni, oltre alla già pesante privazione della libertà, gabbia e fame dunque! Infatti per ognuno di loro era prevista una diaria risibile.
L’importo giornaliero per ogni cane, previsto dal bando revocato, era di un euro e cinquanta centesimi (1,50euro) fino a 110 cani;  poi, superato il numero di 110 e fino a 150 cani, l’importo a base d’asta diminuiva a zero euro e ottocentoventicinque centesimi (0,825 euro). Ovviamente le offerte, come in tutte le aste, sarebbero state solo al ribasso!

Il Comune di Termoli, però, attraverso il Sindaco Di Brino ed il Vicesindaco Ferrazzano, ha deciso di revocare il bando.  Tutti noi li ringraziamo, buonsenso, civiltà e volontà di collaborazione hanno vinto. Almeno questa volta.

Attualmente i randagi termolesi sono ricoverati presso il Canile D’Addario, ubicato alle Piane di  Larino. Sono circa un centinaio. Il canile è convenzionato con 11 Comuni della zona e detiene, in totale, 180/190 cani.
Ora il nuovo bando, ma si potrebbe pensare anche a forme diverse di affidamento del servizio che esistono e sono praticate, dovrà tenere conto dei diritti degli animali. Ci auguriamo che questa vicenda, una volta tanto finita bene, possa servire per guardare con più oculatezza  al benessere degli animali che, nonostante tutto, condanniamo alla prigionia.

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