GEAPRESS – Oggi, ad Avellino, verrà firmato il ‘Protocollo d’Intesa per l’ ottimizzazione della lotta al randagismo’. Gli Enti partecipanti sono la Prefettura (per fortuna), l’Azienda Sanitaria Locale ed i Comuni della provincia. Il Protocollo attingerà da un miliardo e duecento milioni di euro (!!) pronti per la sanità campana ma, a ben guardare, poco o nulla aggiunge alle norme già in vigore con la legge quadro 281/91 sulla prevenzione del randagismo e la relativa legge regionale 16/2001.

Quasi venti anni di inapplicazione della legge sul randagismo difficilmente possono giustificarsi e per questo un sospiro di sollievo forse può essere fatto nel vedere che che i compiti istituzionali dei Sindaci e dei servizi veterinari ASL , ora ribaditi, vengono posti sotto il controllo dell’Ufficio Territoriale del Governo.
Il miliardo e duecento milioni, come si evince anche dall’intervista concessa a GeaPress dal Commissario straordinario della ASL di Avellino Ing. Sergio Florio, sono complessivamente a disposizione della sanità campana per … investimenti responsabili. Bene, se realmente questi fondi saranno utilizzati per arginare il fenomeno del randagismo e, soprattutto, se utilizzati garantendo il benessere degli stessi randagi.

Dicevamo delle cose ribadite nelle premesse del Protocollo. Innanzi tutto il principio ispiratore della 281, ovvero la corretta convivenza tra uomo ed altri animali. Segue poi il diritto alla vita dei cani randagi e il diritto allo status di animale libero, oltre ai compiti istituzionali di Comuni e Servizi veterinari pubblici.

Peccato, però, che il Protocollo, pur richiamando come parte integrante proprio la premessa, non sia più esplicito nel ribadire i diritti sopra enunciati almeno con la stessa enfasi che viene data (purtroppo) agli accalappiamenti e/o ai ricoveri nelle strutture.

Vediamo più in dettaglio cosa previsto dal Protocollo:

Dicevamo come la premessa enuncia leggi e norme in materia di randagismo. Ad esempio, si ricorda l’articolo 1 della L.Q. 281/91 ovvero “lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica”. Ci mancherebbe che così non fosse, ma ricordare queste cose non è mai troppo.
Sempre nella premessa viene ribadito che la soppressione dei cani randagi deve avvenire con metodi eutanasici e solo ad opera di Medici Veterinari. Questi devono intervenire solo se il cane è gravemente malato incurabile o di comprovata pericolosità. Speriamo che la comprovata pericolosità non sia il fastidio per la processione della Madonna del Carmine, come successo ad Altavilla Irpinia questa estate. Vengono poi ricordate le competenze delle ASL e dei Comuni, mentre vengono normati i rapporti fra Regione, Comuni e Comunità montane per la realizzazione dei rifugi municipali.
Infine viene riconosciuto al cane il diritto di animale libero nel caso, però, si accerti l’insussistenza di condizioni di pericolosità per uomini, animali e cose. Considerati certi atavici ritardi, se non addirittura inadempienze, ci si chiede come sia da considerarsi nel caso non abbia mai accertato se pericoloso o no.

Nella stipula del Protocollo è poi la Prefettura a promuove le iniziative per fronteggiare il fenomeno del randagismo creando sinergie tra Enti Locali, ASL e Volontariato, mentre per il coordinamento delle attività dei singoli Comuni sono individuati quali capofila i Comuni di Ariano Irpino, Lioni e Monteforte Irpino;
La ASL di Avellino si impegna inoltre ad implementare i servizi quotidiani di cui all’articolo 5 della L.R. 16/2001, ovvero anagrafe canina, profilassi delle malattie infettive e zoonosi nei canili, sterilizzazione, accalappiamento, pronta disponibilità nei canili, rimozione delle spoglie nei luoghi pubblici, pronto soccorso dei randagi feriti in luoghi pubblici, iniziative di informazione e di educazione presso le scuole.
All’articolo 5 la ASL di Avellino assume l’impegno di ottimizzare un sistema di cattura basato sulla vigilanza territoriale (zone turistiche, centri urbani, etc); di coordinarsi in maniera sistematica coi Comuni, anch’essi deputati alla vigilanza sul territorio. Sempre l’Asl promuove l’attività di formazione e di chiedere alla Regione Campania ulteriori risorse da destinare alle attività previste nel Protocollo.

Il Protocollo continua con l’impegno delle Amministrazioni comunali ad implementare gli spazi adibiti a ricovero, custodia e mantenimento dei cani catturati. Il tutto sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari, con il concorso delle associazioni di volontariato presenti sul territorio. Vi sarà, poi, un centro operativo per le situazioni di emergenza oltre ad incontri periodici tra gli Enti sottoscrittori per verifiche e modifiche.

Sarà. Di certo sono tanti soldi in una Regione decisamente a rischio, fermo restando che troppo di sente parlare di “custodia” e “ricovero” e poco di sterilizzazioni e censimento della popolazione canina, sia randagia che padronale.

Di seguiti l’intervista rilasciata a GeaPress dall’ Ing. Sergio  Florio, Commissario straordinario della ASL di Avellino

GEAPRESS – Ingegnere Florio, il Protocollo è stato presentato ad Ariano Irpino ed è stato già sottoscritto da 18 Comuni dei 25 compresi nel territorio della exASL AV1 (Alta Irpinia), il progetto riguarderà solo quel territorio o sarà esteso a tutti i Comuni dell’Avellinese, quindi anche ai 120 della exASL AV2?
ING. FLORIO – Le due ASL avellinesi sono riunite in un’unica ASL, il Progetto riguarda tutto il territorio,  all’incontro del 2 dicembre erano presenti ben 60 Comuni.

GEAPRESS – Come si articolerà l’iniziativa?
ING. FLORIO – La ASL  ha compiti di programmazione delle risorse, di progettazione e di supporto comprensoriale, le “progettazioni politiche” sono invece compito dei Comuni. La nostra ASL ha ritenuto che non si può più essere latitanti nelle proposte, da qui il Protocollo. La Prefettura, inoltre, ha investito la nostra ASL anche dei compiti di vigilanza.

GEAPRESS – Normalmente una norma  senza finanziamento resta una “dichiarazione di principii”, il Progetto è o sarà finanziato?
ING. FLORIO – Ci sono fondi capienti a fronte di investimenti responsabili all’interno della somma di 1miliardo e 200milioni a disposizione della sanità campana.

GEAPRESS -I volontari delle Associazioni animaliste e/o protezioniste, che tanto si prodigano nel territorio, saranno coinvolti nel progetto?
ING. FLORIO – Sì, il loro coinvolgimento è previsto, come quello delle guardie zoofile. Saranno previsti anche i rimborsi delle spese vive da loro effettuate.

GEAPRESS – Ingener Florio, sappiamo tutti che il servizio veterinario pubblico è attivo, per così dire, a macchia di leopardo, tanto che più volte si è fatta richiesta presso il Ministero della Salute di promuovere la collaborazione con i veterinari liberi professionisti. Saranno convolti?
ING. FLORIO – Non è necessario perchè qui i veterinari sono in esubero;  quando si è reso necessario, come in Molise, i veterinari liberi professionisti sono stati coinvolti.

GEAPRESS – Nel progetto sono previste strutture di pronto soccorso per animali?
ING. FLORIO – Sono già attive ad Ariano ed a Monteforte, anche se non h24; il loro  funzionamento è di 12-14 ore al giorno.

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