GEAPRESS – Quattro cassonetti e la mancata raccolta dei rifiuti. I sacchetti si accumulano e qualcuno decide di appiccare il fuoco, secondo prassi consolidata che in più casi abbiamo visto andare di scena in città come Napoli e Palermo. Lungo quella strada nei pressi di Aragona (AG) si trovava a passare Giovanni Cumbo, delegato della LIPU di Palermo, impegnato in una escursione ornitologica. Tra il fumo che usciva dai cassonetti, dei labili guaiti.

All’inizio ho creduto che provenissero dalla campagna circostante – riferisce a GeaPress il responsabile della LIPU – ma forse era solo perché non potevo credere che arrivassero proprio da quel posto. Qualcuno aveva appiccato il fuoco, ma un cassonetto era stato meno avvolto dalle fiamme. I cuccioli erano li dentro, sono certo che sono stati adagiati mentre era in corso l’incendio. Solo che quel cassonetto era meno danneggiato. Era l’unico da dove non usciva fumo, ma l’immondizia bruciata c’era. Me ne sono ben accorto – spiega Giovanni Cumbo – anche perché per prendere quel sacchetto mi sono dovuto calare proprio all’interno del contenitore. Ho gettato dell’acqua ma, per fortuna dei cuccioli, non era molto caldo a differenza degli altri due più direttamente coinvolti ed ancora fumanti“.

Poi la corsa da una veterinaria del posto e la denuncia ai Vigili. I cuccioli stanno bene, sono forse di cane da caccia e di dimensioni medio grandi. Tre maschietti che per una settimana intera sono stati nutriti ogni poche ore, puliti ed accuditi.

Era la vigilia di Pasqua e rientrato alla base, mi sono accorto che non avevo nulla che fosse adatto alla poppata. La soluzione che ho trovato è stata insolita ma funzionale – riferisce Cumbo – Avevo solo una bottiglia di birra e grazie ad un vicino una specie di contagocce. Ho pulito tutto per benino ed ho inserito il latte che mia aveva consigliato la veterinaria. E’ andata tutto molto bene, i cuccioli erano affamati. Poi, passata la Pasqua, sono andato alla ricerca di una farmacia aperta ed ho acquistato un biberon degno di questo nome”.

Nessuna struttura del posto era disponibile ad accogliere i piccoli cuccioli, ma la cosa più incredibile sono stati i pressanti inviti pervenuti da più persone per sbarazzarsi dei cani.

Ha iniziato un tipo che mi ha visto poco dopo che avevo raccolto i cani dal cassonetto – riferisce Giovanni Cumbo – Mi ha subito consigliato di raggiungere un vicino dirupo e lasciare andare il sacchetto. Tanto non vivranno, così mi aveva detto. Poi, man mano che ho iniziato a diffondere la voce per cercare un’adozione, altre persone mi hanno dato lo stesso consiglio. Ho avuto la chiara sensazione – aggiunge il responsabile LIPU – che tali abbandoni non debbano essere così infrequenti“.

I tre cuccioli sono ora tutti adottati. L’ultimo è stato portato a Palermo e tra poche ore verrà consegnato ad una famiglia. Infine, dopo perlustrazioni da palombaro all’interno di un contenitore dell’immondizia, decine di telefonate per cercare un’adozione e consigli scriteriati, è arrivata l’ultima beffa. Non si è capito bene come, ma ieri il numero di cellulare del responsabile LIPU è finito su un giornale siciliano con l’appello all’adozione. “Sto ricevendo decine e decine di telefonate – spiega Cumbo – ringrazio tutti ma i tre cuccioli sono ormai in felice adozione“.

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