GEAPRESS – Tutta la Redazione di GeaPress esprime le condoglianze ai familiari del pensionato morto nelle campagne di Carovigno (BR), Leonardo Ancona, di 84 anni. Sarebbe stato ucciso da due cani.
Sulla sua morte gli investigatori formulano due ipotesi: la prima è quella che alla vista dei cani si sia spaventato e quindi sia caduto dal motorino, una volta a terra  sarebbe stato azzannato ed ucciso; la seconda è che potrebbe essere caduto a causa  di un malore, venendo aggredito dagli animali quando era già morto o in fin di vita.
Due meticci pastori tedeschi, che vagavano nella zona, sono sospettati dell’aggressione e sono stati catturati dai Carabinieri della Stazione di Carovigno.
Sull’accaduto la Procura ha aperto un’inchiesta, la dott.ssa Miriam Iacovello, titolare dell’indagine, ha disposto l’autopsia sulla
salma dell’uomo.
Il corpo dell’anziano era  stato trovato dal figlio in contrada Selva, secondo le sue dichiarazioni, al momento del ritrovamento, i due
cani  incriminati erano ancora  vicini al corpo del padre.

Alcuni anni fa,  nell’agosto del 2007, sempre in Puglia, ad Adelfia (BA) accadde un fatto analogo, un agricoltore  venne morso da un randagio, purtroppo il morso gli recise l’arteria femorale. L’uomo, che era in un luogo isolato e senza mezzi di comunicazione,  morì dissanguato in pochi minuti. Nessuno vide l’aggressione, men che meno il cane responsabile.
In quell’occasione si aprì una vera e propria caccia al randagio, con il Sindaco in testa. Pietre, bastoni, randelli, ma anche armi.
La caccia illegale vide la cattura di diversi randagi, uno morì appena arrivato al canile. Tutti i cani catturati erano terrorizzati e feriti, tra questi moltissimi cuccioli. Nulla si seppe dei cani incappati nei gruppi di sceriffi “fai da te”.
Ci vollero diffide, denunce ed istanze al Prefetto per riportare alla legalità la zona. Intanto un bel numero di randagi pagarono sulla propria pelle la furia del branco (umano).

La Regione Puglia sconta da anni la disapplicazione delle leggi e norme in materia di randagismo. Peccato, ha una buona legge, sempre attaccata per deviarla verso un’uniformazione al ribasso, piaga nazionale e soprattutto meridionale!
Le Associazioni presenti ed operanti sul territorio, le uniche che affrontano in maniera consapevole il fenomeno del randagismo, hanno più volte lanciato appelli, anche al Presidente Vendola, anche dalle pagine di GeaPress, affinché si blocchi, una volta per tutte, la tendenza di certi “settori” istituzionali a regalare  in maniera definitiva il randagismo agli affaristi.
Il business del randagismo crea proprio questi problemi, perché i randagi devono rimanere incontrollati ed incontrollabili;  non devono essere censiti, né sterilizzati; debbono rimanere, insomma il serbatoio senza fondo degli affaristi.
E’ questo che vuole la civile Puglia?
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