GEAPRESS – E’ passato ieri in Commissione Giustizia del Senato il disegno di legge sulla riforma del condominio. E’ stato così votato anche l’inserimento all’art. 16 voluto dall’On.le Gabriella Giammanco (PdL) da sempre certa sostenitrice dei diritti degli animali. Grazie a lei i regolamenti condominiali non potranno vietare la detenzione o possesso di animali domestici. La nuova norma potrebbe così impedire una infinità di liti condominiali in realtà negli ultimi anni meglio definiti da una sentenza in particolare della Corte di Cassazione.

La Commissione del Senato ha lavorato, per questo disegno di legge, in sede deliberante. Dunque niente ulteriori passaggi parlamentari, men che meno in Aula. La riforma è legge. Non sono state recepite le tesi dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che aveva sostenuto l’incoerenza del termine “domestico”. Secondo i Veterinari sarebbe ora possibile tenere in casa un maiale ma non un criceto. In effetti, però, la nuova legge così recita: “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. In altri termini non è automatico il divieto di detenere animali esotici. Le cose si potrebbero ulteriormente complicare dopo che il Senatore Carlo Giovanardi (PdL) ha accettato di ritirare il suo emendamento soppressivo alla proposta Giammanco, presentando, però, un Ordine del Giorno accolto, ieri, dal rappresentante del Governo.

L’esecutivo, grazie al Senatore Giovanardi, è ora impegnato a non far considerare la parte di cui all’art. 16 solo per i regolamenti cosiddetti “contrattuali”. In pratica, qualora l’Ordine del Giorno Giovanardi dovesse essere preso alla lettera, la situazione attuale cambierebbe ancor meno (liti comprese). Questo perché la giurisprudenza attuale aveva già posto una differenza, in tema di detenzione di animali, tra regolamenti contrattuali e non, ovvero assembleari. Senza entrare in eccessive specificazioni basterà dire che nel secondo caso continuerà ad essere molto più semplice contrastare l’ipotesi di divieto, se relativa ad animali domestici. Le cose si potrebbero invece complicare nel caso di regolamenti contrattuali. Bisognerà, ad esempio, fare attenzione al regolamento condominiale proposto al momento dell’acquisto come dell’affitto di casa. Meglio sottoporlo al giudizio di un Avvocato.

Nell’Ordine del Giorno del Senatore Giovanardi viene proposta (sempre a proposito dei soli regolamenti contrattuali) la nullità del “divieto in parola”, ovvero quello previsto dal nuovo testo e relativo ai criticati “animali domestici”. Il paradosso per chi non vuole animali, potrebbe pertanto essere quello di ottenere più facilmente il divieto di possesso di un cagnolino come di un gattino, ma nulla avrà in suo favore per vietare la presenza di un grosso Boa constrictor come di un Pitone reale. Animali, come già successo in Italia, che potrebbe ritrovarsi, fuggiti dalla gabbia vetrata del vicino, dentro l’armadietto del terrazzo di casa oppure fare capolino dal vaso del bagno.

Il problema, indubbiamente, è a monte. L’articolo 16 non è stato impostato prevedendo la presenza nei condomini dei soli animali domestici. Si tratta, in realtà, del divieto di poter vietare la presenza di questi ultimi. Con l’aggiunta Giovanardi (divieto di vietare domestici non valido per i regolamenti contrattuali) le cose si ingarbugliano ancora di più.

Come motivato dallo stesso Senatore l’Ordine del Giorno è coerente con i principi di autonomia contrattuale stabiliti dall’articolo 1322 del Codice Civile. Va altresì aggiunto come un Ordine del Giorno non ha valore di legge. Il Governo, però, sarà obbligato a prenderne atto e chiarire la questione. Speriamo che non arrivi la solita circolare ministeriale che, complicando, lascia le cose (bene che vada) nello status quo. Ovvero, nel nostro caso, anche con liti perduranti. La riforma del condominio ha però previsto la mediazione obbligatoria. Per questo, meno Tribunali.

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