GEAPRESS – Mentre la fine del 2010 si prospetta come momento cruciale per la sorte dei cani e dei gatti di Roma, in bilico tra la gestione diretta animalista del canile comunale che va avanti dal 1997 e il rischio paventato in questi giorni di un passaggio di consegne ai veterinari dell’ASL (gli stessi che negli anni ‘90 stipularono la convenzione con il canile privato di Casa Luca, teatro di gravissimi maltrattamenti) va in scena un aspro botta e risposta tra responsabili e amministratori vecchi e nuovi della struttura di Muratella.

A pochi giorni dall’appello lanciato al Sindaco Alemanno dall’Associazione Volontari di Porta Portese (vedi articolo Geapress), perché i 2 milioni di euro risparmiati quest’anno vadano ad aggiungersi al budget del prossimo, previsto di circa metà cifra rispetto a quello del 2010, l’Assessore all’ambiente De Lillo torna sui suoi passi rispetto all’ipotesi Asl e dà invece conferma di quanto richiesto dall’associazione, annunciando che i soldi avanzati verranno usati per il bando per l’affidamento dei canili.

Quest’anno sono state coperte tutte le esigenze relative agli animali e sono stati onorati tutti i contratti, risparmiando 1,7 milioni di euro che andranno nel bilancio del prossimo anno – ha affermato l’Assessore – una perfetta operazione di ottimizzazione delle risorse finanziarie, una gestione virtuosa che meriterebbe un plauso di fronte agli enormi sprechi degli anni passati”.

La Presidentessa dell’associazione Simonetta Novi, accusata direttamente dall’assessore, con l’ex delegata ai diritti animali Monica Cirinnà, si dice soddisfatta, nei contenuti, delle dichiarazioni di De Lillo, che suonano come una risposta positiva alla richiesta di una settimana fa.

A prescindere dalle considerazioni umane e politiche che l’assessore ha voluto rivolgere alla nostra associazione – spiega Simonetta Novi – ciò che riteniamo importante è che sia scongiurata l’ipotesi Asl, che per i lavoratori si vada verso un’internalizzazione dei servizi e che dopo due anni e mezzo di attesa sia finalmente pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei canili”.

Ma  la Presidentessa di Avcpp ci tiene anche a  puntualizzare quanto già denunciato con le altre associazioni animaliste del territorio romano e alle nazionali Lav e Enpa, affinché il prossimo anno i randagi della Capitale possano essere gestiti più responsabilmente rispetto a quanto realizzato fino ad oggi dall’amministrazione Alemanno.

Le dichiarazioni di De Lillo sono disoneste intellettualmente – afferma Simonetta Novi – se c’è stato l’avanzo di gestione di cui oggi l’Assessore parla non è certo per i meriti del Comune, quanto per lo straordinario impegno messo in campo dai volontari, le condizioni proibitive dei lavoratori, che hanno avuto i contratti tagliati del 20% da gennaio ad agosto, e la generosità dei cittadini romani che hanno coperto buona parte delle spese sanitarie degli animali ricoverati tramite un fondo di donazioni aperto proprio per compensare le carenze del servizio pubblico.”

De Lillo, da parte sua, punta il dito dettagliatamente sugli sprechi: “I cittadini romani devono sapere che i nostri cani per anni sono stati i più costosi d’Italia. Al Comune di Roma un cane veniva a costare giornalmente 13 euro, mentre in altre strutture si spendono meno di 4 euro al giorno. Nella capitale quindi si spendeva più del triplo, sperperando indegnamente i soldi dei cittadini”.

Simonetta Novi risponde anche a queste accuse in modo circostanziato: “Non 13 euro, ma per l’esattezza 4,90 euro è costato al Comune ogni cane fino ad oggi, a fronte dei 3,80 euro per animale dei canili convenzionati. Questa cifra è stata utilizzata per un surplus di servizi agli animali e i cittadini che sono stati erogati in questi anni dall’Avcpp, ovvero terapisti, comportamentisti e cure sanitarie extra, oltre a un servizio online per le adozioni di cui beneficia anche il 90% dei cani dei rifugi convenzionati, che è svolto online dall’associazione, senza alcuna spesa per i canili privati.”

E’ bene, allora, che chi vincerà il bando e si farà carico dei cani e gatti della Capitale prenda nota di quanto fatto sino ad oggi perché sia scongiurato il rischio di una gestione al ribasso di cui farebbero le spese solo gli animali, a prescindere da tutti i contrasti e le tensioni della politica. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).