GEAPRESS – Otto cuccioli chiusi in due sacchi di fertilizzante a sua volta gettati nel contenitore dei rifiuti. E’ successo domenica scorsa ad Altamura, in provincia di Bari. Appena quattro giorni di vita, o forse meno. Di sicuro ad altissimo rischio di morte.

Per fortuna ad occuparsi di loro sono ora i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Altamura che hanno soccorso i piccoli animali e provveduto a ricoverarli presso una clinica veterinaria.

Per un cucciolo così piccolo, al di là delle condizioni nelle quali sono stati ritrovati – ha dichiarato a GeaPress Mariangela La Volpe, Responsabile della Lega Difesa del Cane – la morte avviene per ipotermia, ancor più probabile se consideriamo le basse temperature di questi giorni“.

Perché abbandonarli? E’ probabile che la cagna abbia un padrone, magari in un podere agricolo. La pessima abitudine, frutto anch’essa della mancata repressione del fenomeno del randagismo, di sbarazzarsi dei cuccioli neonati, è più diffusa negli ambienti rurali. Alla cagna viene lasciato in genere un solo piccolo per consentirle di smaltire il latte.

Mancata sterilizzazione dei randagi così come la microchippatura, specie per i cani padronali. Queste le principali cause che determinano tali gravi episodi. A tale proposito fece molto scalpore, poco tempo addietro, quanto avvenuto in provincia di Agrigento. Una cagna che aveva appena partorito, venne privata dei suoi cuccioli che furono gettati nella spazzatura. Il provvidenziale intervento dei Carabinieri consentì non solo di recuperare i poveri animali, ma anche di rintracciare e denunciare il colpevole. I cuccioli vennero infine ricongiunti alla madre (vedi articolo e foto GeaPress).  

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