GEAPRESS – Sono morti tutti gli otto cuccioli trovati all’interno dei due sacchi per fertilizzante a loro volta chiusi e gettati in un contenitore dei rifiuti di Altamura (BA) (vedi articolo GeaPress). L’ultimo cagnolino è andato via ieri sera, nonostante le amorevoli cure sia dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Altamura che dei Veterinari della clinica ove erano stati subito ricoverati.

I piccoli animali, di non più di quattro giorni di vita, erano stati trovati domenica 5 febbraio. Complici le basse temperature di questi giorni, erano ormai ipotermici. E’ molto probabile, inoltre, che i piccoli animali abbiano assimilato parte del concime chimico i cui resti erano ancora evidenti nei due sacchi ove erano stati chiusi. Al momento dell’apertura, si notava già l’odore acre ed insopportabile del fertilizzante.

Poco più di una settimana. Tanto ha vissuto il cagnolino che ha resistito più a lungo e proveniente, molto probabilmente, da un podere agricolo della zona. Molto difficile immaginare che trattavasi di una cagna randagia. Più probabilmente un cane padronale al quale, forse, è stato lasciato un solo cucciolo per smaltire il latte.

Ormai dal lontano 1994, i randagi di Altamura sono sterilizzati dalla locale Delegazione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Ci dispiace per gli otto cuccioli – riferisce a GeaPress Gabriella Fagioli, della Lega Difesa del Cane di Altamura – ma anche per loro abbiamo fatto tutto il possibile. Purtroppo, come saprà chi si occupa di cani randagi, quando si trovano cuccioli così piccoli il dramma è sempre in agguato. Questi poi – ha aggiunto la Responsabile della Lega Difesa del Cane – erano in condizioni veramente estreme

Ad Altamura i casi urgenti, come per gli otto cuccioli, vengono affrontati con l’aiuto del Comune che provvede al ricovero veterinario. Purtroppo manca un locale adibito alle sterilizzazioni ed in generale come ambulatorio.

Ve ne era uno – ricorda Gabriella Fagioli – ove si lavorava in sinergia con l’ASL e lo stesso Comune, che però l’Amministrazione ne ha voluto fare un diverso uso. Da allora provvediamo noi ed il Comune interviene per i casi urgenti“.

Grandi sacrifici, spesso affrontati con le risorse personali, per portare avanti la lotta la randagismo. Oltre un centinaio di cani nel solo 2011, senza considerare quelli degli anni passati. Un intervento di tutto rispetto, per Altamura, la quale ricade in una regione notoriamente affetta dal grave problema del randagismo.

Lunghi anni di sterilizzazioni, hanno dato però gli effetti desiderati ma “dalle campagne pugliesi“, come dicono i volontari, i nuovi apporti non mancano. Spesso si tratta di cani in buono stato, ovvero con un padrone fino a poche ore prima del ritrovamento. Poi ci sono i randagi …. “purosangue“, provenienti da chissà dove ed in cerca di un loro territorio. Comunque tutti senza più un padrone, che vengono accuditi dai volontari e quindi sterilizzarli. Salvo piccole donazioni, la spesa viene affrontata quasi sempre con fondi personali.

Purtroppo – riferisce Gabriella Fagioli – manca spesso da parte della politica locale un approccio determinante al problema. Non solo per i risultati pratici nella lotta al randagismo ma anche dal punto di vista economico. Si preferisce spendere tanti soldi per il mantenimento di un solo cane in un canile, invece di destinarli alla prevenzione, ovvero alla sterilizzazione dei cani di strada“.

Per i volontari di Altamura, sarebbe oltremodo importante potere contare sulla presenza di una sala operatoria. Sarebbe ancora più importante, considerate le condizioni di emergenza, dello stesso canile sanitario. Una maniera immediata per affrontare il problema ed evitare il ritrovamento di nuovi cuccioli come quello di due domeniche addietro.

Tanti piccoli animali, in genere accolti nella case dei volontari che, in molti casi, danno vita a storie a lieto fine. Salvati dall’abbandono e con felice adozione anche in altre città, come nel caso di due recenti affidi avvenuti a Como e Torino.

Servono a rincuorarci – dice Gabriella Fagioli – anche perché gli scatoli con il loro contenuto in cuccioli abbandonati vicino ai contenitori, non sono ancora un fatto così raro. Facciamo di tutto per fare capire l’importanza delle sterilizzazioni“.

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