GEAPRESS – Ancora appesa ad un filo la sorte dei cani della cittadina albanese di Perrenjas. Per oggi, infatti, era attesa la decisione sul destino dei 50 randagi sui quali pende una condanna a morte comunicata nelle scorse settimane dall’amministrazione comunale. Solo l’intervento dell’Associazione Animal Rights Albania (ARA), le manifestazioni e gli incontri con il Sindaco Bajazit Karriqi, hanno bloccato l’uccisione a colpi d’arma da fuoco dei cani, programmata per lo scorso 10 aprile.

Dopo l’ennesimo annuncio di voler procedere, nonostante gli accordi presi con ARA, all’eliminazione dei randagi (vedi articolo GeaPress), infine la decisione sul da farsi era stata rinviata ad oggi. Incredibilmente, però, proprio oggi alcuni membri del Comune hanno rimesso le proprie cariche per ragioni di altra natura, estranee alla vicenda dei cani. Anzi, precisano i responsabili di Animal Rights Albania, in questo momento al Comune poco interessa della sorte dei cani, proprio perché impegnati in altre problematiche. Di fatto, però, si continua a rinviare anche il piano di sterilizzazione e vaccinazione che la stessa Associazione si era resa disponibile a realizzare. Tutto bloccato, insomma, con una spada di Damocle sulla testa dei cani.

Una situazione non definita che non fa stare tranquilli i volontari che, comunque, stanno cercando di mettere in sicurezza gli animali. Per la notte si è trovato un magazzino adibito a canile provvisorio, messo a disposizione di ARA da una famiglia di Perrenjas. Qui i randagi vengono nutriti e accuditi. Di giorno, invece, tornano in libertà.

Ai cuccioli stiamo cercando casa – riferisce a GeaPress Pezana Rexha, Presidente di Animal Rights Albania – e già per alcuni l’adozione è andata a buon fine (n.d.r. come per i cuccioli della foto). Ma per gli altri è necessario iniziare con le sterilizzazioni e le vaccinazioni in modo da essere sicuri che una volta attuato il progetto i cani curati non vengano uccisi.

ARA già da domani vorrebbe avviare il piano di sterilizzazioni, ma ha a disposizione un solo veterinario. Lancia, quindi, un appello ai veterinari italiani affinché possano dare una mano, mettendo a disposizione la propria professionalità in questa situazione di emergenza. Naturalmente l’Associazione offrirà vitto e alloggio gratuiti. L’incertezza politica della cittadina è tutt’altro che rassicurante, il timore è che la situazione possa precipitare da un momento all’altro.

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