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GEAPRESS – In poco più di tre giorni è riuscita a far perdere le sue tracce per ben due volte. Solo che la piccola Emma, cagnolina forse dal pelo bianco e dall’età ancora indefinita, è gravemente malata. Alti valori di leishmaniosi ed i resti della spiga di una graminacea (forasacco) che l’ha resa cieca ad un occhio. Quasi senza più pelo e piena della tipica “forfora” da leishmaniosi.

Emma, così è stata chiamata dai volontari dell’OIPA di Agrigento, è stata trovata rannicchiata nel pianerottolo del secondo piano di un condominio nel centro di Agrigento. Come sia finita in quel posto, è un mistero. La cagnetta viene prelevata  da una signora che si premura del trasporto presso un ambulatorio veterinario. Per la rimozione del forasacco occorrerà intervenire   chirurgicamente. L’occhio, però, è ormai irreparabilmente rovinato.

Emma sembra ora avere trovato una sistemazione temporanea presso la sua stessa salvatrice. I volontari, nel frattempo avvisati, si organizzano per trovare un luogo idoneo alla lunga degenza che si prospetta. Ed invece, all’improvviso, arriva la telefonata. Emma è scappata.

Iniziano così i sopralluoghi per Agrigento e dintorni, finchè la cagnetta viene rintracciata all’interno di una villa privata. Smagrita come è, era riuscita  a passare attraverso la recinzione. Parte la ricerca dei proprietari. Tramite una vicina si riesce così a parlare con chi da quelle parti va a trascorrere le ferie. Dalla Toscana, via telefono, arriva subito l’autorizzazione alla consegna di un secondo mazzo di chiavi lasciato nei luoghi ed al prelievo del cane. Emma, però, è scappata di nuovo.

Laura Sammaritano, responsabile OIPA di Agrigento e gli altri volontari, iniziano una concitata ricerca per le accidentate campagne che caratterizzano il comprensorio. Dopo mille peripezie, Emma, per la terza volta in poche ore, viene rintracciata. Il posto, però, è quanto di più difficile potesse capitare. Nascondigli naturali ed altre  potenziali vie di fuga hanno infatti indotto ad utilizzare tutte le precauzioni possibili.

Nei luoghi – riferisce Laura Sammaritano a GeaPress – viene lasciato cibo ed acqua, ed almeno su questo siamo tranquilli. Per il resto – aggiunge la responsabile OIPA di Agrigento – ci stiamo organizzando con una numerosa squadra di volontari. La zona, infatti, deve essere interamente circondata“.

Intanto, per Emma, si prospetta una nuova notte all’aperto. Il cane, di sicuro, ha ancora molta reattività, ma deve essere curato al più presto.

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