GEAPRESS – E’ uno dei metodi più antichi per uccidere i cani. Lasciamo perdere le istruzioni, diciamo solo che i cani muoiono, bene che vada, per emorragia interna. Ad Agrigento nei giorni scorsi ne sono morti così ben 15. Solo uno, Cesare, si è salvato. L’avvelenamento era stata denunciato da parecchi abitanti non solo indignati ma anche indispettivi dalla scarsa prontezza di chi, invece, avrebbe dovuto assistere i cani. Di fatto le carcasse dei cani morti sono ancora lì. Lo denuncia il circolo Rabat di Legambiente il quale interviene sulle “piccate” dichiarazioni dell’Assessore Rosalba Passarello la quale, secondo Legambiente, è intervenuta a svilire l’attività di chi aveva denunciato. Non solo, l’Assessore avrebbe in ciò evidenziato un inutile allarmismo che si sarebbe diffuso tra la stessa popolazione. Inutile perché il Comune avrebbe già affrontato il problema e trovato la soluzione. Fatto quest’ultimo, precisa Claudia Casa del Circolo Rabat di Legambiente, smentito tra l’altro dalle stesse carcasse dei cani ancora presenti nei luoghi dell’avvelenamento. Sempre secondo l’esponente di Legambiente, l’Assessore avrebbe esortato i cittadini a non esternare e limitarsi, invece, a segnalare telefonicamente.

In sintesi queste le motivazioni che hanno indotto a definire “piccato” quanto affermato dall’Assessore Passarello al quale l’esponente di Legambiente pone l’invito, oltre che di provvedere a rimuovere le carcasse, anche ad avere un “più aperto rispetto verso quella parte della società che mostra interesse ed amore per questa nostra malandata città, soprattutto quando si tratta di giovani, di teste pensanti, di uomini e donne che, nonostante tutto, coltivano la speranza del cambiamento e ci credono ed hanno voglia di battersi per questo”.

Ad Agrigento vi è una complicata gestione del randagismo che vede protagonisti due rifugi gestiti da una associazione locale e dall’ENPA. Di fatto l’attività del canile dell’ENPA è bloccata, nei rapporti con il Comune, da un lungo contenzioso che ha al centro alcune decine di migliaia di euro di spese per le passate gestioni, ancora non erogati dall’Ente pubblico. La stessa ENPA, tra l’altro, non ha inserito il proprio canile di Agrigento all’interno di un ampio progetto di rilancio di alcune loro strutture. In questo frangente, però, i cani muoiono … internamente lacerati.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).