GEAPRESS – Recrudescenza di violenza sui gatti, o solo più attenzione dei media? Fatto sta che in questo mese le notizie di attentati ai gatti, alle colonie feline, ma anche ai gatti cosidetti di proprietà sono all’ordine del giorno!
A Millesimo, in Valle Bormida, una gatta e cinque piccoli sono rimasti prigionieri in un tombino per diversi giorni, tra l’indifferenza dei passanti, nonostante i miagolii.
A Putignano (BA) una donna ha picchiato il suo gatto fino a paralizzarlo agli arti anteriori. E’ stata fermata dalla denuncia di un vicino che ha chiamato i Vigili Urbani.
A Termoli (CB) sono “spariti” i gatti via Trigno; solo pochi mesi fa, a marzo e a maggio,  furono avvelenati i gatti del quartiere Porticone.

Capri, Cava de’ Tirreni, Roma, Savona, L’Aquila (vedi articolo GeaPress), Venezia…. i gatti stanno meglio ad Istanbul (vedi articolo GeaPress).

E pensare che in Italia abbiamo una legge che incuriosisce tutto il mondo, la L.Q. 281/’91, unica nel suo genere, perchè protegge gli animali di affezione.
Al Gatto viene riconosciuto la status di animale libero, è intoccabile.
Al Cane, invece, è garantita “solo”  la libertà condizionata.

Abbiamo una legge che punisce il maltrattamento e l’uccisione degli animali, la 189/’04.

Abbiamo, oltre l’auspicabile buonsenso, norme che vietano lo spargimento di sostanze velenose, che regolamentano il “da farsi” in caso di bocconi avvelenati.

Abbiamo, soprattutto, una grande quantità di amministratori incompetenti, “ignoranti” di leggi e norme e recalcitranti ad applicarle quando vengono fornite loro.
Sindaci sceriffi, che aprono la caccia al cane o al gatto o al piccione, coi fatti o solo con l’incitazione a fare!
Il Consigliere sardo (vedi articolo GeaPRESS) che vuole incenerire i randagi è in buona compagnia, solo per citarne due, coi Sindaci di Scicli, Adelfia e Altavilla Irpinia.

Amministrazioni incapaci di chiudere anche uno soltanto dei canili lager più e più volte denunciati.

Chi ci amministra andrebbe scelto perchè, civilmente e culturalmente,  è almeno un passo più avanti, non perchè vuole farci arretrare. Ricordiamocene alle prossime elezioni.

Durante la rivoluzione francese si usava compilare i “Quaderni della lagnanza”, i cittadini (termine coniato allora) annotavano lì gli errori ed i soprusi degli amministratori: quelle note valevano! Vogliamo ripristinarli?

Gatti liberi, Cani liberi, Piccioni liberi….. ringraziano!

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