GEAPRESS – Il canile di Santo Stefano a Campobasso, tristemente noto per le condizioni di carcere duro a cui sono sottoposti i randagi, il canile che ha fatto inorridire la Sottosegretaria Martini, per la Gener Service Srl  “ha le carte in regola”.

La Gener Service Srl, Impresa di pulizia di Avellino, autorizzata anche alla vendita all’ingrosso di mangime per animali, ha un contratto stipulato con l’amministrazione comunale di Campobasso dal gennaio 2009, Sindaco Di Fabio,
a seguito della gara d’appalto indetta dal Comune.

L’amministratore unico dell’azienda di Avellino, Francesco Passariello, sostenendo che “parlare di gestione del canile non è appropriato”, ammette che “i dipendenti della Società svolgono esclusivamente gli incarichi fissati nel contratto: pulizia e nutrimento. Ai dipendenti non spetta l’obbligo di occuparsi della tutela degli animali, dopo aver svolto le loro mansioni i dipendenti lasciano il canile
e non sono responsabili di quel che accade nella struttura. Per questo ci sono le associazioni. Il compenso fissato per il servizio è di 188mila euro all’anno per 593 ore lavorative mensili totali”.

“E’ in atto un complotto” questa la sua tesi, le critiche e le accuse di inadempienza farebbero parte di una strategia animalista per spingere l’amministrazione comunale ad interrompere il contratto a favore di Associazioni di volontariato, che vorrebbero impossessarsi della gestione del canile.

La prima colpevole è, senza ombra di dubbio, l’amministrazione comunale che ha appaltato al ribasso d’asta i propri randagi, un appalto a cottimo, un appalto che non ha previsto la qualità del servizio né la professionalità.

Le Gener Service srl, poi, non deve aver capito a fondo che si trattava di un servizio relativo ad esseri viventi, ma d’altra parte una impresa di pulizie, in genere, ha a che fare con cassonetti e spazzatura.
L’essere vivente è un optional non preso in considerazione. “La pulizia e il nutrimento degli animali ospitati – afferma  Passariello – non è in discussione, la tutela dei cani è un aspetto che non riguarda la Gener Service”.

Checché ne dica il Passariello, chiunque detiene, a qualsiasi titolo, un animale da affezione è responsabile del suo benessere.
E visto che si tratta di randagi, il Sindaco è il primo responsabile del loro benessere (art 3 Dpr 31 marzo 1979).
Che dire poi del servizio veterinario ASL, che tra  i compiti di istituto ha proprio quello della vigilanza?

In data 6 luglio 2010 in una lettera aperta alla Sottosegretaria Martini ed alla Ministra Brambilla, alcune volontarie dell’Associazione Animalisti di Verona raccontavano  le faticose vicissitudini per entrate nel canile municipale, dove sono ammessi solo volontari registrati.
Le stesse raccontavano di aver appreso dal responsabile del canile, sig. Palmieri, che la pulizia e la cura dei cani reclusi è affidata in appalto ad una impresa, che avrebbe dovuto garantire la presenza giornaliera di 4 operai, ma che solo sporadicamente tale impegno contrattuale è  stato ottemperato,  che le condizioni igieniche del canile sono indescrivibili e che l’alimentazione dei cani è costituita solo da cibo secco, anche se sono cuccioli.

Il contratto con la Gener Service scade nel 2012, non possiamo permetterci di condannare gli oltre 700 cani lì reclusi ad altri anni di carcere duro!

*Acquaiuolo, è fresca l’acqua? E’ un modo di dire tipicamente molisano: chiederesti all’acquaiolo se è fresca l’acqua che vende?

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