GEAPRESS – Bia ha trovato il padrone, anzi il padrone ha trovato lei, e diciamo subito che Bia si chiama Dalila. Era stata salvata, gravemente incidentata (vedi articolo GeaPress) lo scorso venerdì lungo la Statale 7 bis, tra Pomigliano d’Arco e Nola, in provincia di Napoli. Una pattuglia dei Carabinieri, chiamata sul posto, aveva dovuto bloccare il traffico per consentire ai volontari della LEDA (Lega per la Difesa dei Diritti degli Animali e dell’Ambiente) di caricarla in macchina e portarla di gran corsa dal veterinario. Frattura alla mandibola ed una violenta emorragia in corso. Se non fosse stato per i volontari, Dalila (alias Bia) sarebbe morta dissanguata.

Poi la svolta. A Francesca Confessore, una delle volontarie, arriva una telefonata. Una persona agitatissima prega di non far nulla al cane, che si prodigherà in tutte le maniere per riabbracciarlo, di non fare mancare niente e che si precipiterà ovunque vorrà, il tutto continuando ad insistere di trattare benissimo il cane. Francesca non riesce a capire cosa sta accadendo, cerca di calmare la persona e vedere cosa, nella storia, non quadra. Ed ecco il risultato. Chi sta chiamando era il proprietario di Dalila. Non utilizza internet e non aveva visto gli appelli. Questi, però, erano stati notati da un conoscente il quale, sapendo forse dell’apprensione, dice solo di chiamare al numero che era stato diffuso dopo il ritrovamento.

Cosa può essere successo? Avrà pensato il padrone di Dalila.

Perché è stato diffuso un numero di telefono che, in maniera quanto meno asettica, gli viene comunicato? In un lampo di secondo arriva alla conclusione: la mia Dalila è stata rubata e mi vogliono chiedere dei soldi. E pensare che aveva pure presentato una denuncia di smarrimento ai Carabinieri. Dalila era microchippata ma non anagrafata.

Mi sono ritrovata una persona che credo era disposta a fare i salti mortali pur di riavere il suo cane – riferisce Francesca Confessore a GeaPress – Io all’inizio non riuscivo a capire cosa esattamente volesse. Noi siamo volontarie, facciamo tutto a spese nostre, ed ora mi chiamava uno per Bia, cioè Dalila, … insomma cercate di capirmi, io ero più confusa di lui.”

Ed appena vi siete capiti?

Ha voluto vedere subito il cane – continua Francesca – Una cosa commovente. Sono stati per non meno di un ora dentro il box a giocare ed abbracciarsi; Dalila non lo mollava un attimo e così anche lui. Poi è rimasto come in estasi, intendo il padrone, ed ha continuato ad abbracciarla anche quando sono usciti dal box“.

E poi che è successo?

Ha voluto saldare tutte le spese. Dalila, però, l’indomani doveva aver tolto i punti da sotto la lingua, … appena il tempo che si riprendesse, volevamo controllarla. Ora è a casa sua, ma abbiamo detto al padrone che periodicamente andremo a trovarla.“.

Dalila è passata dal rifugio e per questo Francesca e le altre volontarie, si sentono in dovere di dare di tanto in tanto una controllatina. “Avviene per tutti i cani che diamo in adozione” – dice Francesca che aggiunge: “comunque quando abbiamo portato Dalila fuori dal box, guardava anche noi. E’ stato veramente molto bello. Vuol dire che di tanto in tanto le cose possono andare bene e non tutti sono come il padrone di Merlino“.

Merlino? …e chi è Merlino? Anzi chi è il padrone di Merlino?

Un cacciatore. Ha abbandonato Merlino dietro il cancello del rifugio perché aveva un tumore mascellare. Noi l’abbiamo rintracciato ma ci ha detto che così non andava più bene a caccia. Poi …. lasciamo perdere. Comunque è con noi, … Merlino. Diciamo che, per magia è comparso a chiederci aiuto. E’ stato operato ed ora è con noi“.

E .. qualche altro miracolo?

C’è Pina. Ha sei mesi ed era troppa espansiva. Lì la malattia, qui il carattere… Pina la vorremmo dare in adozione, e giovane e poi non è come Birillo. Lui l’abbiamo salvato da un canile lager. Ci avevano detto che aveva due anni“.

Ed invece, un altro miracolo?

“Aveva quattro mesi. L’ha certificato il veterinario. Da quando è con noi è cresciuto del doppio. Anche lui cerca adozione. E’ un gran giocherellone. Speriamo sia possibile“.

Intanto per Bia, anzi Dalila, è andata bene. Tra tanti sacrifici, a volte, i miracoli esistono davvero. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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