GEAPRESS – A Shanghai, dal 15 maggio prossimo una nuova legge imporrà ad ogni famiglia di avere solo un cane. 20milioni di abitanti, ma gli  800mila cani presenti  in città sono considerati troppi.
I cuccioli “eccedenti” potranno essere ceduti ad un’agenzia del governo se hanno meno di tre mesi. Il diritto di allevarli, però, è fatto salvo!
Non è dato sapere che fine faranno i cani adulti che non rientrano nella politica del cane unico.
Trent’ anni fa la Cina varava la legge sul figlio unico, tuttora in vigore seppur in termini meno severi, ed il risultato di avere una popolazione prevalentemente maschile si tocca con mano.
Cosa succederà ai cuccioli, o meglio alle cucciole, che allevati e non sistemati nelle abitazioni saranno dirottati all’agenzia del governo?
Tra i cani sono diffusi i parti plurimi, quindi di difficile applicazione è l’aborto selettivo, tanto praticato tra gli umani!
Cosa ne sarà di quei pochi rifugi, allestiti alla men peggio dai rari animalisti cinesi nelle loro abitazioni?
Tutti i cani eccedenti andranno ad ingrossare l’affaire delle pellicce di cane e gatto? Arriveranno sulle tavole?

A Sorgà nella bassa veronese, l’amministrazione municipale sta varando un Regolamento che “contingenta” numero e taglia degli animali domestici da  tenere in casa. Un cane di grossa taglia o due di piccola. Due gatti o un gatto ed un cane di piccola taglia.
Recepiamo le linee guida della Regione per avere una normativa chiara!” si sgola il Sindaco.
Chissà se hanno normato anche le dimensioni dei televisori da tenere in casa o, e questo sarebbe auspicabile, le dimensioni dei veicoli che possono parcheggiare in centro! Quale sarà la normativa per le persone obese?

La differenza sostanziale tra Shangai e la cittadina veneta, a parte la sicura ricchezza della megalopoli, sta nel fatto che in Italia la libertà individuale esiste, almeno sulla Carta costituzionale e nelle leggi. In più abbiamo anche norme nazionali e regionali in materia di protezione e tutela degli animali di affezione.

Se il Regolamento nasce, come dice il Sindaco, per evitare discussioni e contenziosi  tra condòmini per la presenza degli animali domestici negli appartamenti, piuttosto che dare i “numeri” non è meglio scrivere nel Regolamento comunale che nei condominii la presenza degli animali non è solo ammessa ma incentivata?

Tra l’altro una nota dell’ANCI, diramata un po’ di tempo fa, dice proprio questo;  non solo ma invita anche la Polizia municipale a controllare gli eventuali soprusi da parte di condòmini intolleranti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).