GEAPRESS – Spetterà all’Ordine dei Giornalisti della Sicilia valutare il comportamento, sotto il profilo deontologico, del giornalista messinese che in un suo articolo “chiede che i cani vengano abbattuti“. A sintetizzare in questi termini l’articolo in questione, il quale peraltro rendiconterebbe un episodio che ha coinvolto lo stesso giornalista, è l’Ordine dei Giornalisti Nazionale. La decisione è stata presa dal Presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino. Una vicenda che ha sollevato un mare di polemiche, esasperate dai toni accesi e dalla successiva presa di distanza del giornalista (ha poi dichiarato che si trattava di una provocazione) seguita, però, dal paragone tra i cani rabbiosi ed il linguaggio degli animalisti.

Sono seguite poi le denunce del PAE (Partito Animalista Europeo) e dell’ENPA catanese. Il reato supposto è quello di istigazione a delinquere, anche se, in effetti, tratta di punizione di condotte dolose. Occorre cioè la volontà di istigare. Un po’ come i reati di maltrattamento ed uccisione di animali. Stesso discorso per l’apologia di reato, prevista nello stesso articolo del Codice Penale relativo all’istigazione a delinquere.

A Lumezzane, in provincia di Brescia, è invece andato di scena un episodio diverso ma, per certi aspetti, non meno preoccupante. Nella prima decade di agosto, un abbaio notturno è stato zittito da un colpo di fucile. Lo sparo è stato sentito da molti cittadini, contemporaneamente all’improvvisa fine dell’abbaiare del cane. Nulla è dato sapere sulla sorte del povero animale. Se cioè è stato ucciso oppure (speriamo) se la sia data a … zampe. Quello che però ha dato fastidio (oltre ovviamente all’accaduto) è stato il tono con il quale la vicenda sarebbe stata trattata da taluni organi di stampa. A riferirlo è la sezione ENPA di Brescia che parla, in un suo comunicato, di tono divertito.

Vale la pena sottolineare – ha riferito Sara Pepi, Responsabile dell’ENPA bresciana – che nel caso la notizia venisse confermata, si incorrerebbe non solo nel reato di esplosione in luogo abitato ma anche, nell’ipotesi di morte del cane, di uccisione senza necessità, ovvero di ipotesi di dolo così come previsto dall’articolo 544/bis del Codice Penale“. Un comportamento che rischia, oltretutto, di essere emulato. “Non è la prima volta che succedono episodi di questo genere – ha aggiunto Sara Pepi – e l’anno scorso abbiamo recuperato un gattino trafitto da numerosi pallini da caccia. Purtroppo in pochi casi – ha concluso la responsabile animalista – le persone che vedono sono disposte a denunciare“.

Almeno, nel caso di Messina, è intervenuto l’Ordine Nazionale dei giornalisti. Viene però da chiedersi chi mai valuterà la (mezza) balla del cane Lennox, effettivamente morto in Irlanda del Nord (vedi articolo GeaPress) per non parlare di chi, senza alcuna possibilità di controllo, ha smentito in gruppi facebook da estemporanea vampata, la notizia che ARCI Caccia aveva avanzato a Legambiente la disponibilità ad adottare i cuccioli di Green Hill (vedi articolo GeaPress). Peccato, però, che non sia stata data eguale libertà di notizia al fatto che il Presidente nazionale di ARCI caccia, Osvaldo Veneziano, coerentemente ad un percorso sicuramente da molti non condivisibile per l’attività da lui difesa (ovvero quella venatoria), appena pochi giorni addietro è stato padrino della consegna del primo cucciolo di Green Hill nel corso di Festambiente (vedi foto dal sito ilcacciatore.com), la nota manifestazione organizzata da Legambiente a Grosseto. Legambiente ha altresì rendicontato che tutti gli affidatari sono stati accuratamente scelti.

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