GEAPRESS – Sono oltre 10.000 le firme contro le perreras raccolte in poche ore nei presidi organizzati ieri in diverse città italiane.

A Cagliari, Catania, Chieti, Correggio (RE), Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino i volontari animalisti hanno manifestato per raccogliere firme a sostegno di una petizione anti-perreras indirizzata alle autorità europee e spagnole. Ma soprattutto per far conoscere ai tanti italiani ancora ignari l’incredibile e quotidiano orrore che si consuma nei canili spagnoli. Qui, i randagi, una volta accalappiati se nessuno ne fa richiesta vengono soppressi. Una morte condizionata dal risparmio…economico. Giorni senza cibo e acqua, farmaci diluiti, impiccagione, insomma ogni metodo va bene basta raggiungere il risultato: più animali uccisi con il minor denaro possibile (vedi articolo GeaPress).

Le manifestazioni italiane si sono svolte in contemporanea con 9 città spagnole, tra cui Madrid, Barcellona, Malaga e Valentia. Tutti i manifestanti, spagnoli ed italiani, hanno portato indosso qualcosa di arancione a sostegno della protesta di Beatriz Menchén, l’attivista spagnola che proprio ieri è arrivata al suo tredicesimo giorno di sciopero della fame. La sua è una storia incredibile. Conosciuta la realtà delle perreras,  riuscì ad ottenere la gestione di una di esse, quella del Comune di Getafe. Con la sua gestione, durata 14 anni, riuscì a far adottare migliaia fra cani e gatti, e le soppressioni furono solo 52. L’obiettivo era quello di  trasformare la perrera da luogo di sterminio a luogo di protezione e accudimento dei randagi. Da un anno però il Comune le ha tolto la gestione per affidarla ad altri. IL risultato è che in soli sei mesi sono stati soppressi quasi il 70% degli animali presenti.

Molti dei cani destinati alla morte sono stati adottati da italiani, grazie all’instancabile impegno dei volontari. E tanti di questi erano ieri insieme ai loro salvatori in piazza con una pettorina con scritto “io sono vivo”. Come Tico (nella foto), arrivato in Italia lo scorso 13 marzo, che non solo ha resistito alle perreras ma anche ad una difficile malattia.

Tico ha lottato e vinto per due volte – dice a GeaPress Giuliana Poletti referente del presidio di Milano e coordinatrice dei presidii organizzati nelle altre città – Avevo promesso alla ragazza che lo ha adottato che se ce l’avesse fatta avrebbe partecipato come mascotte della manifestazione di Milano. E così è stato. In piazza è scesa l’Italia – aggiunge Giuliana soddisfatta – nord, centro, sud: in migliaia hanno scoperto l’orrore delle perreras”.

Anche a Genova la manifestazione è pienamente riuscita. Tante le presenze nella centralissima via XX Settembre. Persone e cani salvati da un’atroce morte attraverso un’adozione internazionale. Ma le adozioni certo non bastano, tengono a precisare Greta Caroggio e Camilla Loi organizzatrici della manifestazione genovese, l’obiettivo primario è fare approvare in Spagna immediatamente una legge che vieti la soppressione e tuteli il benessere di questi animali.

Il console spagnolo di Genova era stato invitato per un confronto e per mostrargli il livello di mobilitazione, ma non si è visto. In compenso, oltre ai genovesi, anche molti turisti si sono fermati per avere informazioni e firmare la petizione, attirati dalla coreografia fatta di tanti palloncini con su scritto “io sono vivo” così come i cani salvati dalle perreras portavano lo stesso messaggio, al più presto da allargare a tutti i cani spagnoli. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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