GEAPRESS – Basso Sulcis e Serrabus, rispettivamente le zone ad ovest e ad est di Cagliari. Montagne umide che portano alla maturazione, nel periodo invernale, di molti frutti appetiti dagli uccelli. I bracconieri lo sanno e fin dal ‘500 si sono organizzati con trappole ed altre diavolerie per catturali e mangiarli. I Tordi vengono bolliti ed infilzati per la narici con rami di mirto. Otto tordi (localmente chiamati grive) compongono “Taccua” venduta illegalmente in ristoranti compiacenti per non meno di 50-80 euro. In tutto non meno di 300 uccellatori per non meno di 300.000 uccelli catturati illegalmente ogni anno. Nel Sulcis gli uccellatori utilizzano i “cappi” posti sulle piante (lattsus de matta) o alla base delle stesse (lattsus de terra). Nel Serrabus si utilizzano enormi impianti di reti, gestite da poche famiglie con metodi imprenditoriali. Tutto ovviamente in modo illegale. Una tradizione dannosissima alla natura che prospera anche grazie all’insufficienza dei controlli.

Quest’anno il campo anti bracconaggio della LIPU, condotto nei luoghi fin dal 2006, ha avuto la collaborazione del Comando Regione Sardegna dell’Arma dei Carabinieri. I servizi, pianificati dal Comandante Generale Luigi Robusto, hanno consentito un’intensificazione delle attività di controllo e repressione del fenomeno illegale ancora molto ben radicato. Nel corso delle operazioni della LIPU e dell’Arma dei Carabinieri sono state rimosse 9.000 trappole per avifauna, 20 reti per la cattura illegale di uccelli e numerosi lacci per la cattura di Cinghiale, Cervo e Gatto Selvatico. Altre migliaia di lacci e decine di uccelli surgelati sono stati sequestrati nel corso delle perquisizioni domiciliari. Vi è stato inoltre un arresto e la denuncia di ben 17 uccellatori.

Secondo il Comandate provinciale dei Carabinieri, Colonnello Michele Sirimarco, “L’attività di controllo svolta insieme alla LIPU rispecchia la vocazione dell’Arma a corrispondere alle esigenze ed alle aspettative del territorio e non va affatto considerata marginale, se si guarda all’incidenza che il mancato rispetto dell’ambiente e le connesse violazioni comportano per lo sviluppo ed il futuro del nostro Paese. Le Stazioni Carabinieri, del resto, sono gli organismi più adatti, per la loro distribuzione capillare e la relazione che hanno con il territorio, a far crescere nelle comunità dove operano, e soprattutto nelle zone dove il rispetto della natura e dell’ambiente ha una valenza non solo economica ma anche culturale, una maggiore sensibilità per questi temi”.

Il controllo messo in atto dall’Arma corrisponde ad un ampia repressione del fenomeno del bracconaggio, messa in campo in tutta la Regione. Fin dall’aprile di quest’anno quando sono iniziate le prime denunce ai danni degli uccellatori che evidentemente non si facevano neanche scrupolo di piazzare le trappole in periodo di nidificazione degli uccelli. In particolare nel cagliaritano le operazioni antibracconaggio eseguite in collaborazione con i volontari LIPU nel Comune di Capoterra, sono state rese possibili grazie all’intervento del Comando Provinciale di Cagliari e del Comando Stazione di Capoterra.

Grande soddisfazione nella LIPU per la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. Secondo il Vice Presidente dell’Associazione, Fulvio Mamone Capria, “la professionalità dimostrata dai Carabinieri in questi mesi affianco ai campisti della LIPU, dimostra un’alta sensibilità delle istituzioni all’allarme che la LIPU da anni rilancia con forza nei confronti dell’uccellagione e della caccia di frodo”.

Il Responsabile del campo antibracconaggio LIPU, Giovanni Malara, sottolinea come l’attività messa in atto con i Carabinieri “consentirà di ridimensionare in tempi brevi i gravissimi danni che l’uccellagione, fenomeno spesso sottovalutato, determina allo straordinario patrimonio faunistico della Sardegna meridionale”. Poi la promessa: “nel 2011 l’attività sarà ulteriormente potenziata”.

La LIPU seguirà tutti i processi che scaturiranno dagli interventi congiunti portati avanti fin dal primo ottobre, mentre verrà chiesto al Governo l’inasprimento delle sanzioni penali previste per il reato di uccellagione, che per le particolari caratteristiche di crudeltà deve essere sanzionato come delitto e non più come contravvenzione. L’aspetto forse più avvilente è infatti la certezza che i bracconieri saranno giudicati con la previsione di una pena a dir poco blanda. Una sanzione, nella stragrande maggioranza dei casi, del tutto spropositata rispetto alla vastità e gravità del fenomeno.

Basta guardare ai risultati di quest’anno:

21 ottobre 2010
In località Costa Is Seddas nel Comune di Capoterra, ripreso con telecamera un uccellatore mentre recupera un esemplare di Tordo Bottaccio da una rete fissa.

08 novembre 2010
In località Serra Trunconeddu nel Comune di Assemini ripreso con telecamera un uccellatore mentre recupera un esemplare di Tordo Bottaccio da una trappola a terra. Il soggetto è stato successivamente fermato ad un posto di blocco dei Carabinieri di Capoterra mentre si trovava alla guida della Fiat Punto di sua proprietà. Sono stati identificati e denunciati P.G., di anni 71 e il figlio P.R., entrambi residenti a Capoterra. Il P.G. è stato trovato in possesso di alcune trappole in nylon per uccellagione. Nel corso della perquisizione effettuata nella residenza dei due sono state trovate circa 700 trappole in nylon per uccellagione ed alcuni lacci per la cattura di ungulati.

10 novembre 2010
In località Conca d’Oru nel Comune di Capoterra, ripreso con telecamera un uccellatore intento a recuperare un Tordo Bottaccio da una trappola a terra. L’uccellatore, nel corso di un posto di blocco realizzato dai Carabinieri del Comando di Capoterra, è stato identificato in P. E., di anni 68, di Capoterra.

11 novembre 2010
In località Comunità Montana del Comune di Capoterra, è stato ripreso con telecamera un uccellatore nell’atto di recuperare da una trappola un esemplare di Verdone, specie particolarmente protetta.

18 novembre 2010
In località Case Ricetto, del Comune di Assemini, è stato ripreso con telecamera un uccellatore nell’atto di recuperare da una trappola un esemplare di Tordo Bottaccio. Il soggetto è stato successivamente fermato ad un controllo dei Carabinieri ed identificato in S.E., di anni 37, mentre si trovava in compagnia di F.L., di anni 49, anch’egli di Capoterra. I due sono stati trovati in possesso di esemplari di Tordo Bottaccio e Merlo catturati illegalmente. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati trovati lacci in crine e due grosse buste contenenti piume di uccelli, anche appartenenti a specie protette.

19 novembre 2010
In località Conca d’Oru, del comune di Capoterra, un gruppo di volontari della LIPU, guidati dal Vice Presidente dell’associazione, Fulvio Mamone Capria, incrociano un bracconiere che scende lungo un sentiero. Questi inveendo contro i militanti LIPU risale il sentiero e da una posizione dominante, ad un altezza di circa 30/40 metri, lancia alcune grosse pietre ferendo al piede sinistro il Vice Presidente. Il Mamone Capria viene accompagnato all’Ospedale di Cagliari dove gli viene diagnosticata una pesante contusione guaribile in dieci giorni. Viene presentata querela al Comando Carabinieri di Capoterra, fornendo elementi decisivi per il riconoscimento dell’aggressore.

Dicembre 2010
Nel corso di un servizio disposto dal Nucleo Radiomobile di Cagliari arrestato Boi Claudio, di Domus de Maria, trovato in possesso di armi con matricola illeggibile, di 50 trappole e selvaggina congelata.

03 gennaio 2011
Fermato in località S’Arcu S’enna Sa Craba, nel Comune di Capoterra, P. S. di anni 37 trovato in possesso di 30 passeriformi appena catturati con lacci in crine, tra cui specie particolarmente protette dalla legge, come Pettirossi, Cinciallegra e Cinciarella. Il P. è stato identificato dal personale della LIPU presente sul luogo del fermo come il soggetto che nello scorso novembre, nella medesima località, scagliò delle grosse pietre contro i volontari, ferendo il Vice Presidente Nazionale dell’associazione Fulvio Mamone Capria. Tra l’altro il P. è stato trovato in possesso di una frombola di costruzione artigianale, in grado di scagliare grosse pietre a grande distanza. E’ stata presentata denuncia-querela per i reati di tentato omicidio, lesioni personali ed uccellagione. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati sequestrati migliaia di cappi in crine ed altri piccoli uccelli surgelati.

07 gennaio 2011
Fermato in località Murru Sirboni di Assemini S.E. di anni 40 mentre esercitava attività di uccellagione. Nel corso della perquisizione domiciliare trovate circa 400 trappole di varia natura. Il soggetto aveva precedenti specifici per bracconaggio, essendo stato fermato alcuni anni dal Reparto Cacciatori di Sardegna dell’Arma dei Carabinieri con cinghiali catturati per mezzo di lacci.

Risultati complessivi prodotti

Arresti : 1
Uccellatori ripresi con telecamere: 6
Uccellatori individuati con mezzi d’indagine tradizionali: 11

Individuati e rimossi lungo i sentieri:
9.000 Trappole
20 Reti
Lacci per la cattura di Cinghiale, Cervo e Gatto Selvatico
65 uccelli tra liberati e morti

Sequestrati:
2.400 trappole, 1 frombola, 6 lacci metallici
28 Tordo Bottaccio / 6 Merli (specie cacciabili)
2 Fringuelli (specie non cacciabile)
22 Pettirossi /1 Cinciallegra /1 Cinciarella (specie particolarmente protette)

Con la conferenza stampa di oggi, presentata dalla LIPU e dall’Arma dei Carabinieri, si conclude anche la seconda parte dello speciale “Alert – la Natura sta colando” (vedi pagina) voluto da GeaPress per mettere in evidenza appena due dei tanti fenomeni di bracconaggio ancora perpetrati nel nostro paese. Il primo campo, condotto dal Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato nelle vallate del bresciano, ed il progetto “Basso Sulcis”, condotto dalla LIPU in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.

Mesi intensi di notizie purtroppo non sempre protagoniste nella comunicazione, nonostante, sia per vastità che gravità, costituiscono una vera emergenza nazionale. Non dimentichiamo, infatti, che la fauna selvatica è “patrimonio indisponibile dello Stato”. Un patrimonio rubato dai bracconieri per finire in pentole ed in tasca …. considerato il giro illegale di soldi che movimentano. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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