GEAPRESS – Sono probabilmente vicini all’essere identificati gli autori dell’attentato ai volontari LIPU che in questi giorni stanno provvedendo a distruggere migliaia di trappole piazzate dai bracconieri lungo i sentieri del Sulcis, in Sardegna. Alcune persone, infatti, (vedi articolo GeaPress) avevano lanciato grossi massi in direzione dei volontari della LIPU ferendo al piede lo stesso Vicepresidente dell’Associazione. I volontari ritengono di aver individuato i responsabili e probabilmente si tratta delle stesse persone a cui ora si è provveduto a smantellare un sentiero cosparso di centinai di trappole per uccelli.

Altri mortali marchingegni, costruiti con il filo dei freni di bicicletta, servivano invece a catturare Gatti selvatici, Martore e Volpi. I predatori sono evidentemente riconosciuti come i concorrenti dei bracconieri i quali, ritenendosi i padroni delle montagne di Capoterra (CA), non accettano alcun tipo di competizione. Particolarmente raccapricciante una delle esche per le trappole. Si trattava di un Pettirosso e di una Cinciallegra (specie entrambe protette dalla legge) legati fra loro al collo con il nastro adesivo e collocati su una trappola a cappio.

Sembrava quasi di trovarsi innanzi ad un difetto visivo. Un uccellino, infatti, sembrava quasi materializzare l’ombra dell’altro. Uccisi per schiacciamento, o forse invendibili perché morti da giorni, e sistemati a coppia per attirare il predatore. Quella cosiddetta ‘a cappio’ non è peraltro l’unico tipo di trappola utilizzata per i carnivori. Molto diffuse sono anche le tagliole a scatto, molto pericolose anche per l’uomo.

Il fenomeno del bracconaggio va inquadrato, secondo la LIPU,  per quello che realmente è, ovvero un problema di pericolosità sociale che vede protagonisti individui spesso impuniti che pur di continuare a causare danni enormi alla biodiversità della Sardegna, non esitano ad aggredire con inaudita violenza coloro che osano disturbarli. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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