GEAPRESS – A firmarla, nel 2006, è stato George W. Bush, ma a confermarne di recente la validità è intervenuto l’attuale Dipartimento della Giustizia americano.

L’Animal Enterprise Terrorism Act (AETA), tutela in sostanza i diritti dei commercianti di animali ma, secondo i gli oppositori, questo avviene a discapito della libertà di parola. Nel tentativo di mettere in discussione la contestata legge, un team di Avvocati vicino ad un gruppo animalista, ha intentato un’azione legale al Tribunale di Boston. Per loro l’AETA lede i diritti sanciti dalla Costituzione. Per il Dipartimento della Giustizia, invece, si puniscono solo i comportamenti violenti. Quello che però è certo sono le sanzioni, niente affatto leggere.

L’oggetto della discussione, infatti, verte sull’interpretazione delle condotte effettivamente punite. E’ vietato, ad esempio, danneggiare ma anche interferire con le attività in questione. Il danno è altresì rilevabile nella perdita di un bene, inteso anche come profitto. Può, a questo punto, considerarsi la dissuasione un mezzo atto a causare la perdita di un bene? Un commerciante di pellicce, ad esempio, può contestare la perdita di un bene perché gli attivisti hanno dissuaso un acquirente? La legge, in aggiunta, punisce chi si suppone abbia intimorito di voler causare lesioni.

Quello che però non si comprende, al di là delle interpretazioni, è perché devono ulteriormente punirsi comportamenti già di per sé vietati. Quale elemento aggiunto ha la lobby dei commercianti di animali rispetto agli altri settori del commercio?

Forse, dicono gli animalisti, il dissenso, in questo settore, è più alto che in altri. Meglio intimorire la libertà di parola. A difesa dell’azione legale gli Avvocati hanno, infatti, sostenuto come la legge sia riuscita ad intimorire una cosa sola. Le manifestazioni animaliste. Del resto, se nel corso di un sit in, si spiega cosa si nasconde dietro una pelliccia, si rischia di passare un guaio. Questo nel momento in cui l’acquirente non compra più la pelliccia.

Il Giudice Distrettuale di Boston, non si è ancora pronunciato sull’opposizione del Dipartimento della Giustizia americano.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati