GEAPRESS – Una iniziativa ben riuscita, quella appena conclusa grazie agli attivisti di Animal Asia Foundation a Roma. In Largo dei Lombardi, ieri, visioni contrapposte. Cavernicole (finte) con pelliccia e persone (vere) con scritte in favore degli animali. Un “flash mob” apparso per due volte nel centro di Roma. La sensibilità di chi manifestava per la vita ed il rispetto degli animali, contro quello che, per i manifestanti, è un macabro ornamento.

E poi i famigerati inserti. I famigerati pezzi di pelliccia della nuova moda tentata per rilanciare il settore. Quei pezzi di animali con i quali si sono vinte le remore animaliste, secondo una definizione della pellicceria Annabella. Ed invece, le “remore”, erano in piazza, sanguinanti e più o meno ricucite a dare sembianza al povero animale dal quale sono derivate.

Una sorta di inquietante “volpino” (nella fotografia di copertina) nato dai pezzi di pelliccia. Un sorta di percorso a ritroso. Le sembianze di un animale che non c’è più, se non scomposto negli orli delle maniche e nei cappucci dei giubbotti, oppure nelle imbottiture, ben in vista, di scarpe, caschi per motociclista per non parlare della biancheria intima. Vezzi e passioni discutibili che non possono mostrare, a chi non vuol vedere, la vera forma dalla quale derivano.

L’inquietante cagnolino era lì, colante rosso sangue e rattoppato con le pinzette. C’è chi ha rinunciato, grazie alla manifestazione. La promessa è di fare aggiungere al prossimo “flash mob” l’inserto del proprio abbigliamento. Acquistato senza pensarci. 

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