GEAPRESS – Con parrucca e dentiera, le volontarie di OIPA e AAF (Animal Asia Foundation) hanno così sensibilizzato i passanti travestite da donne primitive in cerca di pelliccia. Al centro della manifestazione il drammatico problema di milioni di animali scuoiati per l’industria pellicciaia. Un abbigliamento primitivo, tanto da essere degno della clava, che ha trovato però nei cosiddetti inserti una maniera per aggirare la crisi del settore.

Oggi, infatti, le pellicce si possono infatti trovare in guarnizioni e risvolti delle maniche e cappucci di giacche. Non solo, anche accessori ancor più isospettabili come scarpe jogging, abbigliamento intimo, giocattoli per bambini e persino i caschi per le moto. Un surplus subdolo e, se possibile, ancor più inutile del cappotto di pelliccia. Un vezzo della moda che carpisce evidentemente il consumatore poco accorto ed ancor più distratto dalla frenesia degli acquisti proprio nel periodo natalizio.

“Nel XXI secolo ancora avete addosso una pelliccia? Avete dimenticato di portare con voi la clava!” Questo lo slogan che ha attirato l’attenzione di migliaia di passanti tra via Condotti, via del Corso e piazza di Spagna. Un messaggio riuscito così come dimostrato dall’approvazione di molte persone che hanno mostrato piena solidarietà con i manifestanti.

L’iniziativa, del tutto pacifica, verrà ripetuta proprio in concomitanza delle festività natalizie, quando gli acquisti crescono in modo esponenziale e con essi, purtroppo, la prosperità di un mercato macabro e immorale. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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