GEAPRESS – Forse gli animali ogni anno gasati o uccisi per rottura delle vertebre cervicali, non se ne accorgeranno, ma tra le tante prerogative
dell’industria della pelliccia italiana vi è pure un Ente, nato nell’Ottocento per valorizzare i guanti in pelle di Napoli, che risponde alla denominazione di “Stazione Sperimentale per l’industria delle pelli e delle materie conciati”.

Persi strada facendo i guanti in pelle di Napoli, l’altisonante istituto passò ad un Consiglio di Amministrazione misto che gestisce una rilevante autonomia finanziaria per l’80% sicuramente alimentata da contributi come quelli di dogana derivanti dal commercio di pelli grezze di paesi esteri non UE. Nel Consiglio di Amministrazione, però, siedono sia rappresentanti pubblici che privati. Questi ultimi sono espressione prevalente degli industriali del settore conciario.

Strana combinazione quella di una Stazione comunque sottoposta alla vigilanza del Ministero delle Attività Produttive ma amministrata anche da industriali del settore i quali, verosimilmente, potrebbero essere gli stessi importatori delle pelli grezze.

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