GEAPRESS – Domenica pomeriggio le donne-jeti tornano a Roma. Con parrucca, clava e dentiera le attiviste di OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) e AAF (Animals Asia Foundation) tornano a sensibilizzare l’opinione pubblica nel cuore dello shopping natalizio romano.

Per dire no al “mercato della vanità” fatto di animali scuoiati, spesso ancora vivi, di altri gasati e uccisi manualmente con la rottura delle vertebre cervicali. La loro pelle finirà nei cosiddetti inseriti, parti di abbigliamento fatte con pelo animale, inserite in maniche, giubbotti, scarpe ma anche caschi per motociclette e finanche biancheria intima. In tal maniera (dice la pellicceria Annabella) avrebbero superato le “remore animaliste” che negli anni passati li avevano messo in crisi, almeno sotto il profilo delle immagine. Chi se lo aspetta, infatti, che il cappuccio alla moda, così come le maniche del giubbotto, sono fatte con parti di pelle animale scuoiato, conciato (con un processo industriale peraltro molto inquinante) ed infine incollato al proprio abbigliamento da portare in giro ogni giorno? Una pelliccia prima poteva anche durare una vita. Un giubbotto ogni due tre anni può darsi che lo cambi.

Pellicce anacronistiche. Per questo le cavernicole si daranno appuntamento a largo Goldoni dove, dopo aver sostato dalle 16.30 alle 17.30 , continueranno la loro opera di sensibilizzazione sfilando per le vie dello shopping romano.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).