GEAPRESS – Era tutto per l’alta moda il carico di capi d’abbigliamento confezionati con parti di Procione. 106 capi sistemati in 40 colli sequestrati all’aeroporto romano di Fiumicino in un’operazione congiunta del Nucleo Operativo Cites del Corpo forestale dello Stato in servizio presso lo scalo aeroportuale e l’Ufficio delle Dogane.

Il Procione (Procyon lotor) è il cosiddetto orsetto lavatore. Nei capi d’abbigliamento, le pelli di procione costituivano gli inserti, ed il valore della spedizione stimato in circa 250.000 euro. In pratica ogni singolo capo d’abbigliamento sarebbe stato venduto oltre i seimila euro.

La spedizione proveniva dalla Cina, mentre il destinatario era il titolare di una ditta romana d’alta moda, ora denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione delle disposizioni concernenti la Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate d’estinzione.

Il Corpo Forestale sottolinea come, proprio ad opera del Nucleo Operativo Cites dell’aeroporto di Fiumicino, si tratti del sesto sequestro in meno di due anni. Proprio da un sequestro operato a Fiumicino nel 2010, si riuscì a risalire a ben altro carico arrivato questa volta via nave. Addirittura 15.000 capi, sebbene con un prezzo unitario di valore ben inferiore a quello ora registrato. Anche questi abiti riportavano parti di Procione imbarcati, in Cina, nel porto di Shangai ed approdati a Gioia Tauro, Calabria (vedi articolo GeaPress).

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