GEAPRESS – Pienamente risucita. La nuova manifestazione anti pellicce, indetta da OIPA e AAF (Animal Asia Foundation) nella principale via delle shopping romano, è stata coronata dalla scelta di alcune persone, fermate dai volontari, di liberarsi del collo di pelliccia che indossavano. In alcuni casi, gli stessi ex proprietari hanno imbrattato di vernice rossa la pelliccia che è stata appesa, tipo biancheria, assieme a molte altre portate già portate dai volontari ed a loro volta avute in donazione da persone stufate.

Una manifestazion ad “alto impatto”, quella che sabato pomeriggio si è svolta in via del Corso. Così l’hanno definita i volontari di OIPA e AAF. Il tutto per evocare la sofferenza degli animali morti scuoiati o gasati per soddisfare l’industria pellicciaia. Le nuove mode impongono i cosiddetti inserti, ovvero piccole parti di pelliccia sistemate nelle maniche ed in altri increibili posti (ivi compresi costumi e biancheria intima). In tal maniera (dice la pellicceria Annabella) si sono superate le “remore” animaliste. Ed invece, Oipa e AAF, informando su quello che tale mercato comporta, ottengo colli ed inserti in dono dai passanti ben felici di disfarsene. Il tutto abbinato ad una petizione che giustamente chiede l’immediata chiusura di tutti gli allevamenti da pelliccia … in Italia. Nel nostro paese, infatti, non solo vi sono allevamenti, ma su di essi non esiste neanche una minima previsione non solo di chiusura ma neanche di regolamentazione (ammesso che quest’ultima ipotesi possa servire).

A movimentare le manifestazione ci sono le “cavernicole”. Solo loro, di mentalità ed abbigliamento, si fregiano, in via del Corso, della pelliccia indossata. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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