GEAPRESS – Rho salone fieristico. Fino all’otto marzo si svolgerà il MIFUR, salone della pelliccia e della pelle. 250 espositori e otto settori merceologici: accessori, servizi di conceria, pulitura e custodia, ed altri ancora.

Chissà perché non c’è il settore video sugli animali gasati, spellati, fulminati oppure semplicemente spezzati … nelle vertebre cervicali. Forse non conviene mostrarli?

Contro il macabro, ma anche ingiustificabile ed insensato sfruttamento degli animali utilizzati dall’industria pellicciaia (40 milioni all’anno di cui circa 300.000 allevati in Italia), Animalisti Italiani, Gaia e LAV Milano, si sono dati appuntamento per domenica 6, a partire dalle ore 12.00 proprio innanzi il polo fieristico.

Edgard Meyer, Presidente di Gaia, ricorda come gli animali destinati ad essere scuoiati hanno vita brevissima. Pochi mesi trascorsi in gabbie minuscole ed in condizioni di vita stressanti fino ad arrivare alle auto-mutilazioni. L’uccisione, poi, avviene mediante elettrocuzione anale e vaginale, rottura delle ossa cervicali, asfissia con gas tossici o soffocamento, sparo di un chiodo nel cervello seguito da dissanguamento.

Chi acquista una pelliccia, ricorda l’Associazione Gaia, sappia che occorrono dai 20 ai 60 animali per un sola pelliccia di visone, dai 180 ai 240 per quella di ermellino, dai 30 ai 200 animali per una sola pelliccia di cincillà, mentre non meno di 10 e fino a 24 per quella di volpe. Basta una sola persona, ovvero l’acquirente, per procurare tanta morte e dolore a causa di un mercato che ha saputo superare le “remore animaliste” (come dice la pellicceria Annabella) inventandosi i cosiddetti inserti, ovvero parti di pelliccia inserite finanche in biancheria intima e caschi di motociclette. Casomai ci fosse stato ulteriore bisogno di sottolineare la (dolorosa) futilità della pelliccia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).