occhi cane
GEAPRESS – Brutte notizie per chi credeva che in Italia potesse essere certa la possibilità di individuare le pellicce di cani e gatti.  Una recente analisi di laboratorio compiuta dall’Istituto Zooprofilattico di Torino su alcuni capi di abbigliamento, avrebbe infatti rilevato l’irrintracciabilità del DNA del pellame.

Il responso dell’Istituto Zooprofilattico non spiega i motivi di tale irrintracciabilità, ma tra le ipotesi circolate c’è quella di una nuova tecnica di concia che distruggerebbe le tracce di DNA. Stante indiscrezioni pervenute a GeaPress, la pelliccia sarebbe stata consegnata da una cittadina certa di avere individuato nel capo di abbigliamento acquistato, pelo notevolmente somigliante a quello di cane.

Sulla vicenda è però apparsa un’altra questione. Di fatto ad oggi non risulterebbe convalidato un metodo specifico di analisi. In altri termini una eventuale contestazione in Tribunale sulla presenza di DNA di gatto o cane, potrebbe dar vita a facili spunti per la difesa.

Di certo, da quando in Italia e poi nei paesi UE (gennaio 2009) è vietata l’importazione e commercializzazione di tali pellami, non si è sentito molto parlare di sequestri di pellicce di cane o gatto. Un fatto che lascia quantomeno perplessi, anche alla luce delle recenti notizie diffuse da Animal Equality sulla macellazione di cani che avverrebbe ancora in Cina (vedi articolo e VIDEO). Trentamila animali al giorno. Carne ma anche pellicce. Il primo fenomeno risponde ad una richiesta interna.  Il secondo, invece, sembra più legato ai commerci con l’estero. Dove vanno a finire le pelli di questi animali?

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