GEAPRESS – Novanta pelli e oltre cento paia di scarpe confezionate con pelli di foca. Tutte introdotte irregolarmente sul mercato e poste ora sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato in un calzaturificio del maceratese.

La scoperta è avvenuta in seguito ad una complessa attività investigativa condotta attraverso il monitoraggio della rete Internet. Un intervento della  Sezione Investigativa CITES del Corpo Forestale dello Stato di Roma e del Servizio CITES Territoriale di Macerata. Entrambe le strutture sono impegnate nel garantire il rispetto della Convenzione di Washington che regolamenta commercio e detenzione di specie animali e vegetali minacciate di estinzione.

I materiali derivati dall’utilizzo del raro pinnipede sarebbero stati immessi sul mercato violando le normative comunitarie che regolamentano il commercio dei prodotti derivati dalla foca (Regolamento Comunità Europea n.1007/2009 e relativo Regolamento di attuazione (UE) n.737 del 10 agosto 2010 della Commissione Europea). Tali disposizioni, ricorda la Forestale, consentono l’immissione sul mercato comunitario dei prodotti derivati dalla foca, solo quando provengono dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene delle regioni artiche e mirata alla loro stessa sussistenza.

Requisiti specifici che devono essere certificati da un Organismo riconosciuto dalla Commissione Europea mediante una specifica attestazione.

Ed invece i prodotti derivati dalla foca ed ora sottoposti a controllo dal Corpo Forestale, parrebbero essere stati acquistati dalla ditta italiana presso un importatore danese. Secondo quanto riferito nel comunicato della Forestale, le pelli erano accompagnate da un certificato attestante la loro provenienza dalla Groenlandia. Il documento, però, era stato emesso da un ente amministrativo non inserito nell’elenco degli organismi emittenti riconosciuti dalla Commissione Europea. Inoltre da ulteriori verifiche effettuate presso la Commissione Europea e presso le autorità danesi e della Groenlandia è emerso che l’iter, avviato da quest’ultima per registrare un organismo accreditato al rilascio delle autorizzazioni al commercio di pelli di foca, non è stato ancora perfezionato.

Stante così le cose, ovvero in assenza di una certificazione valida emessa da un organismo riconosciuto dalla Commissione Europea, le pelli e i prodotti di foca rinvenuti durante i controlli della Forestale risulterebbero immessi illegalmente sul mercato e per questo sono stati sottoposti a sequestro.

Il titolare della ditta marchigiana rischia l’arresto da tre mesi a un anno, un’ammenda fino a 100mila euro e la confisca e successiva distruzione dei prodotti.

È la prima volta a livello europeo, fa notare il Corpo Forestale, che viene eseguito un controllo specifico relativo alla corretta applicazione del regolamento sul commercio dei prodotti derivati dalla foca. Regolamento che, come è noto, ha portato al bando europeo del commercio di qualsiasi prodotto derivante dall’uccisione di questi animali. Caccia commerciale che è regolarmente praticata in Russia, Groenlandia, Norvegia, Islanda e soprattutto in Canada, dove avviene il maggior massacro di mammiferi marini (in media 200.000 l’anno, prevalentemente cuccioli tra le 2 e le 12 settimane di vita).

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