GEAPRESS – Non solo pezzi di pellicce e pelletteria, ma di sicuro di tali criticati addobbi, la multinazionale della famiglia Maramotti di Reggio Emilia ne fa anch’essa sfoggio. Max Mara è anche questo, la grande moda italiana ivi compresi, purtroppo, parti di animali. Schizzi di sangue, secondo gli animalisti di Animals Freedom di Parma, che hanno manifestato sabato pomeriggio di fronte i magazzini Max Mara. Volantini patinati di pubblicità impellicciata, imbrattati di rosso.

Una crudeltà che fa male alla creatività ed alla grazia, secondo gli animalisti, che ricordano anche come la pelliccia è un manto che apparteneva ad un animale. Né più e né meno con la stessa funzione di quello di un cane come di un gatto, che siamo abituati a vedere in casa.

Durante la manifestazione, sono state tolte le pellicce dalle vetrine. Chissà perchè. Forse la ragazza chiusa in una gabbia più o meno equivalente, in proporzione, a quella di un visone come di una volpe, dava troppo da pensare ai passanti. Poi i lumini cimiteriali, i volantini imbrattati e, soprattutto, tante persone incuriosite. Alcuni hanno pensato di chiedere al magazzino, ma non hanno avuto risposte. Non potevano stare l^, avrebbero detto.

Basta non spegnere la curiosità, e chiedersi su ciò che ci circonda. Non fermarsi cioè ad acquistare un prototipo di bellezza (vero o falsa che sia) e provare a domandarsi cosa c’è dietro. Per Animals Freedom, comunque, le signore che sfoggiano pellicce dovrebbero solo vergognarsi.
 
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