GEAPRESS – Ecco tutti i retroscena dell’operazione comunicata dal Corpo Forestale dello Stato e della Agenzia delle Dogane che ha portato al sequestro nel porto di Civitavecchia di 15.000 giubbotti di procione di provenienza cinese.

Il 22 ottobre, nel corso di un sequestro operato all’ aeroporto di Fiumicino, furono rinvenute oltre 800 pelli di procione, più 900 giubbotti con etichettatura irregolare, (questi ultimi rinvenuti presso la Commercity, un negozio gestito da cittadini cinesi). Si iniziarono così a seguire le tracce dei capi sequestrati. Dal grossista fino alla catena di negozi d’abbigliamento che li commercializzava con falsa etichetta made in Italy. Un mese dopo, la Sezione Investigativa Cites di Roma del Corpo Forestale dello Stato intervenne tramite i Comandi Provinciali, a Roma, Rieti, Viterbo, Latina, Frosinone, Bari e Caserta. Su Roma furono controllati 14 esercizi commerciali, fra cui tre punti vendita in via del Corso, la frequentatissima strada dello shopping della capitale.

 

Si scoprì così che i giubbotti ceduti dal commerciante asiatico per soli 19 auro con false etichette riportanti “Made in Italy,” erano poi rivenduti dai negozianti per circa 80 euro. Proprio dai valori di cessione molto inferiore ai valori commerciali normalmente praticati partì l’indagine che ha portato all’operazione “Rascal”, condotta dalla Sezione Investigativa Cites di Roma e dal Nucleo Operativo Cites di Fiumicino del Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con l’Area Verifiche e Controlli Antifrode della Direzione Regionale per il Lazio e l’Umbria e l’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia.

Da Shangai a Civitavecchia, dopo uno scalo a Gioia Tauro (RC). Ad attendere la nave “Malaga” Forestali e funzionari dell’Ufficio delle Dogane. Dentro un tir occultati 15.000 giubbotti di Procione per un valore di mercato di 800.000 euro. Destinazione finale: Roma e Prato.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, quella della contraffazione di capi d’abbigliamento “Made in Italy”, rappresenta un fenomeno sempre più diffuso nel territorio nazionale.

Il procione (Procyon lotor) è originario del Nord America ed è un mammifero che, reintrodotto nei secoli in Europa, oggi vive nei boschi della Germania e della Francia e viene massicciamente utilizzato in Oriente per la sua pregiata pelliccia.
Quello del traffico di esemplari di specie protette destinati all’industria mondiale della moda è, secondo la Forestale, in netta crescita ormai da qualche tempo. A tal proposito il Corpo Forestale dello Stato sta da mesi intensificando l’attività di vigilanza. La sanzione prevista dalla legge per il commercio del Procyon lotor è l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 10 a 100 mila euro.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).