GEAPRESS – Un filmato shock quello diffuso da Nemesi Animale e essereAnimali, sugli allevamenti che in Italia servono l’industria pellicciaia.

Ieri l’anteprima diffusa da Striscia La Notizia. Un filmato pregevole e probabilmente mai realizzato, su questo tema, in Italia. Tra gli aspetti più inquietanti, sottolineati da Stoppa, quello del trattore che distribuisce il cibo. Dispensatore di alimento o di morte, quando la sua funzione diventa quella di attivare la camera a gas per l’uccisione dei poveri animali.

Seguono poi tutti gli aspetti raccapriccianti dell’industria del settore. Animali che, secondo gli animalisti, verrebbero lasciati in gabbia sia feriti o morti. Un intervento specifico risulterebbe antieconomico.

Un filmato già visto. Questo non per l’indiscussa bravura ed originalità degli autori come degli altri componenti della produzione. Ad essere stravecchie sono infatti le tipologie di allevamento, ed il loro contorno di miseria. Spazi angusti, animali feriti e avviliti da movimenti stereotipati.  Scene tremende come quelle dei primi documentari animalisti diffusi in Italia su questo argomento a partire dalla prima metà degli anni ottanta.

Un mondo che non evolve e che ha paura di chiudere una settore, quale quello degli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, che non incide praticamente nulla sul bilancio del nostro paese. Un settore, in altri termini, di facile convertibilità. Se solo si volesse.

Stoppa lancia un appello alle autorità competenti, affinché intervengano ed effettuino i dovuti controlli. Peccato che questi siano già avvenuti. Ne ha dato comunicazione il Ministero della Salute il cinque dicembre scorso, rendendo nota la “relazione ispettiva anno 2011“. Si tratta in realtà dell’attività di controllo svolta sul territorio nazionale per la verifica dell’applicazione delle norme di benessere animale negli allevamenti. Un controllo avvenuto  in tutti i paesi UE.

Le Regioni e le province autonome hanno così aggregato i dati che sono stati inviati alla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari dello stesso Ministero della Salute. Questo ha poi  inviato alla Commissione Europea.

Ecco la sconvolgente analisi dei dati: “ Animali da pelliccia; sono state ispezionate 7 aziende su un totale di 11 con una media del 63 %; le infrazioni riscontrate sono 3 cui hanno fatto seguito 2 provvedimenti di tipo A e 1 di tipo B. Non sono state riscontrate irregolarità rilevanti“. Dunque, tutto a posto.

A poco vale chiamare in ballo la normativa attuale dal momento in cui i reati di maltrattamento ed uccisione di animali sono stati esclusi dal campo di applicazione nei settori già regolamentati dalle leggi speciali. Bisognerebbe allora rivedere, come ha auspicato lo stesso Stoppa, la legge.

Anche questo è però avvenuto, ovviamente in senso peggiorativo. Un decreto legislativo del 2001 voluto dall’allora Governo Amato, impose nuove misure per gli allevamenti di animali da pelliccia. Poi, però, le cose cambiarono. In peggio, ovviamente.

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