caccia foche
GEAPRESS – L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)  ha confermato poche ore addietro il divieto dell’Unione Europea di importazione e vendita dei prodotti derivati ​​di foca.

La decisione costituisce l’ultima pronuncia ad una serie di iniziative in favore del settore intraprese dal Governo canadese. Proprio quest’ultimo  ha già annunciato ricorso alla decisione del WTO. In  sede Europea per ben due volte era stato confermato il divieto nonostante fossero state sollevate perplessità su una ipotetica discriminazione  dei cacciatori Inuit, ovvero quelli di cosiddetta caccia di tradizione. Il WTO, sicuramente, rappresentava una delle tappe più importanti intraprese dal settore della caccia. Nella decisione comunicata poche ore addietro, avrebbero influito le preoccupazione dell’opinione pubblica sulla sorte delle foche.

Va comune precisato che anche la Norvegia, come il Canada, ha un problema analogo.

Vi è però una nota preoccupante. Il WTO avrebbe rilevato la non imparzialità delle regole volute dai paesi UE e seguite poi anche da altre nazioni,  facendo così intendere una esigenza di revisione. Si tratta in definitiva della principale linea di difesa dei cacciatori Inuit. Di diverso avviso, invece, le organizzazioni ambientaliste che parlano senza mezzi termini di vittoria.  Per il ricorso già annunciato dal Canada, sono previsti due mesi di tempo.

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