GEAPRESS – Premesso che gli atti illegali non sono condivisibili, e pur vero che finanche le grandi produzioni cinematografiche internazionali sono intervenute con successo. Almeno dal loro punto di vista, ovvero quello dell’incasso, hanno prodotto famosi film per ragazzi che mostrano gli animali scappare dai laboratori di vivisezione. Evidentemente se non condivisivbile, l’idea deve comunque piacere.

Vedere una volpe argentata con gli elettrodi sistemati in bocca e nell’ano, storcersi nella morsa del dolore mortale al passaggio della corrente elettrica. Sentire lo scricchiolio delle vertebre cervicali di un povero visone strizzato (tipo asciugamano) dal suo uccisore e sperare che tutto questo si possa risolvere con la nostra coscienza assopita da una camera a gas, è difficile da accettare.

Non fa risparmio l’AIP ( Attacca l’Industria della Pelliccia) di elencare nei suoi documenti le azioni di liberazione animale condotte da ignoti. Queste vengono poi in qualche maniera raffrontate con i dati relativi alla chiusura degli allevamenti. Sarà. Peccato però che non ci abbia pensato la legge la quale pur prevedendone se non la chiusura almeno una forte contrazione degli allevamenti di animali per le pellicce, ha trovato la maniera di autoeliminarsi.

Nonostante ciò gli allevamenti italiani, dicono all’AIP, sono diminuiti dai 125 degli anni novanta ai meno di venti di oggi. Ancora in grado, però, di “produrre” 200.000 pelli di visone. In Italia dovrebbero rimanere una quindicina di allevamenti di mustelidi e tre di cincillà più o meno liberi (… gli allevamenti) di fare le stesse cose, e con gli stessi metodi, di anni addietro. Questo alla faccia dei successi italiani sul divieto di importare prodotti di foca canadese e cani cinesi, che però, nei loro paesi, continuano a morire.

Nel mondo, dicono all’AIP, vengono uccisi ogni anno oltre 44 milioni di visoni, sette milioni di volpi, 350.000 conigli, tre milioni di procioni e 350.000 foche.

Giusto pensare a loro. Devono smetterla tutti. Non scordiamoci però, nonostante le leggi scamuffe, degli allevamenti italiani. Per questo l’AIP da appuntamento domani alle 14.30 a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara. Il corteo partirà in via 25 aprile innanzi al cimitero e si sposterà poi in altro luogo di morte ma non di pace. L’ allevamento Ranch Wild che ogni anno continua a sfornare visoni, … spellati.

Queste, secondo l’AIP gli allevamenti italiani chiusi: Novi di Modena (MO), Villa Santina (UD), Carbognano (VT), San Cesareo (RM), San Martino Buonalbergo (VR), Lambrugo (CO) e in ultimo Sabbioncello San Pietro (FE) e Santuario (SV). Speriamo che al più presto l’elenco si possa completare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).