GEAPRESS – Gasati, intrappolati, oppure con la rottura delle vertebre cervicali. Sono questi i mezzi che scandiscono gli ultimi istanti di vita degli animali “da pelliccia”. Per i selvatici crudeli e dolorose trappole. Per quelli di allevamento tutta una (breve) vita passata in pochi decimetri quadrati di gabbietta metallica. Contenitori stipati l’uno sull’altro come gli scatolini dei bottoni di una merceria. Le piccole gabbie devono garantire una vita folle, quanto basta per raggiungere le dimensioni valide alla pezzatura standard di un capo d’abbigliamento.

Poi un altro carico di cuccioli innanzi ai quali mai nessuno proverà pietà perché l’industria pellicciaia se ne guarda bene dal mostrarsi per quella che è. Nessuna legislazione, nessun provvedimento speciale come la legge cuccioli recentemente approvata. Se non sei animale d’affezione non esisti, tant’è che solo per cani e gatti vale in Italia il divieto di commerciare pellicce. Gli allevamenti in generale, poi, sono esclusi dal campo di applicazione dei reati delitto di cui alla legge sul maltrattamento.

Perché meravigliarsi, allora, se l’effimero si mantiene in cima ai prodotti dell’eccellenza italiana?

Una industria protetta in grado di annusare gli odori del mercato ed adattarsi agli storcimenti di naso del consumatore. Per le Pelliccerie Annabella, ad esempio, l’innovazione dei piccoli pezzi di pelle in accessori come scarpe e borse, ha consentito di mantenersi nell’ iper affollato mercato moderno. Addirittura loro, come gli altri stilisti, sono riusciti a sorvolare le “remore animaliste” che nella metà degli anni novanta li avevano frenati (a dirlo è la stessa Annabella). Frammenti di visoni e scoiattoli che hanno consentito all’industria pellicciaia di diversificare un prodotto ormai disponibile per tutte le tasche. Offerte da tre al prezzo di due e pellicce anche in specie di hard discount della moda vengono proposte con acconti da 100 euro. Il resto lo paghi con mini rate alla finanziaria. 50 visoni e 300 ermellini per un solo cappotto che ti da l’illusione di essere ricca ed accettata, magari al matrimonio del vicino di casa. Ma dove stanno gli effetti della tanto sbandierata sensibilizzazione?

Per dire no alla scempio da 200 milioni di animali all’anno, a Firenze hanno fatto arrivare un maxi schermo da 12 metri quadrati, ed organizzato pullman da più città italiane. Tutti assieme, con pochissime, quasi uniche, eccezioni. Una ventina di Associazioni ed altre realtà animaliste che hanno subito aderito all’iniziativa. Dalla LIDA all’OIPA, al WWF di Firenze a Vallevegan e molti altri ancora. Tutto pacificamente, raccomandano gli organizzatori, in sintonia con lo spirito della manifestazione e contro la violenza di chi si veste di indumenti fatti con pelli altrui. L’appuntamento per tutti è questa domenica, alle ore 15.00 in piazza delle Repubblica.

Per informazioni esaustive ci si può collegare al sito della LIDA di Firenze oppure cliccare nell’apposito evento di Facebook (http://www.facebook.com/event.php?eid=108884212514936 ). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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